oggi è il giorno in cui i bambini tornano a scuola, dopo la pausa estiva.
Qui a Tunisi coloravano e animavano le strade giocando a pallone tra i vicoli, rincorrendosi e gridando qua e là sotto il sole cocente.
Bambine dai ricci capelli neri , occhi scuri e profondi, pelle abbronzata. Vestitini femminili, fiocchi e gonnellina osservano i maschietti giocare a calcio spesso come non ricordare per un attimo la mia infanzia passata nella via a giocare a palla con gli altri bambini!?
vicoli bianchi, scaldati dal sole caldo nel cielo azzurro sempre senza nuvole.
L'estate dovrebbe essere finita, ma temperatura ancora non scende sotto i 35 gradi.
accompagno la piccola islem a scuola. Un cioccolatino per addolcire l'inizio sempre poco gradito dell'anno scolastico.
Camminiamo sole e complici per le aride strade piene di bambini con la cartella.
Tenuta nera per i maschietti e rosa per le femminucce.
La scuola inizia alle dieci, un sogno per uno studente europeo.. Il sole già scalda e ci fa sudare. Osservo il suo bellissimo volto umido di sudore e do un bacio di incoraggiamento davanti al cancello. La scuola è un semplice edificio bianco, con cancello blu di ferro e un insegna sopra scritta in arabo.
Davanti i bambini sono radunati con le mamme a gruppetti in attesa che apra il portone. Donne con il capo coperto da sciarpe colorate o scoperto come noi. La popolazione tunisina ama la moda e le donne escono di casa sempre ben vestite anche nelle zone popolari.
inseriscono il cellulare vicino all'orecchio e , senza avere bisogno di reggerlo con la mano, passeggiano con il figlio nel passeggino. Quando si dice unire l'utile al dilettevole!
Il fiume do bambini di riversa nel cortile appena la scuola apre. L'ultimo saluto e si inizia!
qui anche l'università è gratuita e molti la frequentano fino alle fine.
rientrando verso casa mi fermo a prendere uva, fichi d'india e pesche. La frutta non è trattata perché costerebbe troppo, allora con piacere mangio pesche non perfette all'occhio ma genuine. Carote irregolari con piccole radicette che spuntano. Mele piccole non perfette ma buone e saporite. Il cielo è azzurro e non ci sono le scie chimiche.
capisco che per alcuni aspetti sono più fortunati :)
martedì 23 settembre 2014
un mese a Tunisi ! inizia un nuovo capitolo...
è passato un mese da quando sono arrivata qui a Tunisi. Un mese in cui sono stata poco turista, per scelta, ma ho vissuto più da abitante questa città capitale della Tunisia. Una città grande divisa in tanti quartieri, dall'aria un po esotico mediterranea e un po europea con grandi viali alberati e palazzi alti.
è curioso sentire quanto cambia la percezione che abbiamo di una città se la viviamo da turisti o da abitanti. Non che non mi avessero avvisato, ma me ne sono resa davvero conto solo sulla mia pelle.
Sui vari blog di altri italiani espatriati ho sempre letto di come mollare tutto non sia solo facile e divertente. Si riparte da zero, da soli, in una città che non conosciamo, con una lingua straniera, una mentalità differente, regole diverse. Ho sentito nostalgia di casa, della famiglia, degli amici, le chiacchiere con loro. Anche un po nostalgia di un posto famigliare, dei sapori e degli odori di sempre, del mercato in cui andavo spesso, del parco dietro casa mia...
ho goduto invece di tutto quello che questo mese mi ha offerto: mare, relax, caldo, sole, frutta, compagnia, musica, quartieri sul mare.
a Tunisi ci sono diversi aspetti e certi luoghi che mi piacciono molto, inevitabile che ve ne siano altri che mi piacciono meno. Devo ancora conoscere bene questa città bianca e azzurra e la sua gente, solo mi trovo qui nella mia stanza a confrontarmi con le prime sensazioni di una vita per me nuova.
se dicessi che è sempre stato facile mentirei. Siamo comunque in africa e in un paese musulmano, distante della nostra concezione di civiltà. Non sono mancati i momenti felici, curiosi e divertenti, oltre che piacevoli.
qui in estate ogni sera dalla finestra si sente la musica di almeno un matrimonio. Va da se che io abbia partecipato ad uno di questi. I momenti migliori li ho vissuti con i bambini, sempre aperti al nuovo, spontanei, genuini, entusiasti. Mi hanno fatto ballare, cantare, giocare, mangiare, fatto foto, trecce e baciato senza sosta. Mi hanno fatto sentire speciale e una di loro allo stesso tempo.
ricordo con particolare piacere le serate passate a Sidi bou Said, quartiere bianco e azzurro sul mare. Una manciata di case arabe adagiate sul promontorio verso il mare blu della sera. Negozietti, caffè con tavolini in strada, inferiate azzurre, grandi bouganville fuxia, il panoramico caffè des delices e il tradizionale Caffè des nattes con il Caffè turco profumato all'acqua di rose che mi piace tanto.
piacevole anche cenare nel quartiere del porto toilette in uno dei tanti ristorantini sulla strada e finire in spiaggia in uno dei caffè con tavoli e sedie nella sabbia, in riva al mare calmo, sotto la luna, con la gente che fa il bagno di notte.
carino anche il quartiere di marsa, sul mare. Anche qui ristorantini per le vie, caffè sul mare, venditori ambulanti di fichi d'india, pop corn e mandorle. Famiglie spensierate si godono le passeggiate, le cene. Anche ragazzi e ragazze animano le vie estive dei quartieri sul mare.
ho girato spesso di giorno la grande strada francese del centro moderno la avenue bourgiba. Alberi e uccellini costeggiano la grande arteria che arriva fino all'alto orologio di metallo traforato. Sull'avenue caffè in stile francese o Milanesi tipo via Dante, si susseguono. Fast food e pasticcerie locali, limonate fresche, spremute, caffè, frullati, te alla menta, panini, brioches, torte mediorientali. Tanti negozi. I grandi magazzini e firme come zara e aldo. Via vai di gente per lavoro, shopping o turisti in esplorazione. Dal pomeriggio anche venditori abusivi di pantaloni, make up, intimo, foulard. Donne che fanno tatuaggi provvisori di argus, liquido nero. Venditori di fichi d'india, mandorle, acqua fredda, pane e grissini.
dalla porta di Francia, bab el bhar in arabo, inizia la zona vecchia detta medina nella quale si sviluppa il mercato detto souq. Merce di ogni sorta, moderna o tradizionale, di valore o paccottiglia. Si trova di tutto, tipiche sono le fouta teli in cotone, il piatti dorati scolpiti a mano, lampade in ferro battuto o vetro, teiere argentate, bicchieri colorati, spezie.. Gioielli..
furbi venditori invitano ad entrare e scoprire la merce.
nel souq si trova un bel Caffè culturale in bello stile tipico del luogo, piacevole per un pranzo o una sosta. Da vedere è la grande mosche zitouna che spesso che mi ha offerto riposo sui suoi gradini ombreggiati nel pomeriggio.
nelle vie coperte della zona alta del souq gioiellerie, spezie, profumi e ristorantini profumati di cous cous locale e te alla menta.
girare per il souq mi piace, mi fa tornare bambina e mi diverte osservare tutta la merce esposta. Ricordo tutte le giornate di agosto che ho passato per queste calde vie.
è curioso sentire quanto cambia la percezione che abbiamo di una città se la viviamo da turisti o da abitanti. Non che non mi avessero avvisato, ma me ne sono resa davvero conto solo sulla mia pelle.
Sui vari blog di altri italiani espatriati ho sempre letto di come mollare tutto non sia solo facile e divertente. Si riparte da zero, da soli, in una città che non conosciamo, con una lingua straniera, una mentalità differente, regole diverse. Ho sentito nostalgia di casa, della famiglia, degli amici, le chiacchiere con loro. Anche un po nostalgia di un posto famigliare, dei sapori e degli odori di sempre, del mercato in cui andavo spesso, del parco dietro casa mia...
ho goduto invece di tutto quello che questo mese mi ha offerto: mare, relax, caldo, sole, frutta, compagnia, musica, quartieri sul mare.
a Tunisi ci sono diversi aspetti e certi luoghi che mi piacciono molto, inevitabile che ve ne siano altri che mi piacciono meno. Devo ancora conoscere bene questa città bianca e azzurra e la sua gente, solo mi trovo qui nella mia stanza a confrontarmi con le prime sensazioni di una vita per me nuova.
se dicessi che è sempre stato facile mentirei. Siamo comunque in africa e in un paese musulmano, distante della nostra concezione di civiltà. Non sono mancati i momenti felici, curiosi e divertenti, oltre che piacevoli.
qui in estate ogni sera dalla finestra si sente la musica di almeno un matrimonio. Va da se che io abbia partecipato ad uno di questi. I momenti migliori li ho vissuti con i bambini, sempre aperti al nuovo, spontanei, genuini, entusiasti. Mi hanno fatto ballare, cantare, giocare, mangiare, fatto foto, trecce e baciato senza sosta. Mi hanno fatto sentire speciale e una di loro allo stesso tempo.
ricordo con particolare piacere le serate passate a Sidi bou Said, quartiere bianco e azzurro sul mare. Una manciata di case arabe adagiate sul promontorio verso il mare blu della sera. Negozietti, caffè con tavolini in strada, inferiate azzurre, grandi bouganville fuxia, il panoramico caffè des delices e il tradizionale Caffè des nattes con il Caffè turco profumato all'acqua di rose che mi piace tanto.
piacevole anche cenare nel quartiere del porto toilette in uno dei tanti ristorantini sulla strada e finire in spiaggia in uno dei caffè con tavoli e sedie nella sabbia, in riva al mare calmo, sotto la luna, con la gente che fa il bagno di notte.
carino anche il quartiere di marsa, sul mare. Anche qui ristorantini per le vie, caffè sul mare, venditori ambulanti di fichi d'india, pop corn e mandorle. Famiglie spensierate si godono le passeggiate, le cene. Anche ragazzi e ragazze animano le vie estive dei quartieri sul mare.
ho girato spesso di giorno la grande strada francese del centro moderno la avenue bourgiba. Alberi e uccellini costeggiano la grande arteria che arriva fino all'alto orologio di metallo traforato. Sull'avenue caffè in stile francese o Milanesi tipo via Dante, si susseguono. Fast food e pasticcerie locali, limonate fresche, spremute, caffè, frullati, te alla menta, panini, brioches, torte mediorientali. Tanti negozi. I grandi magazzini e firme come zara e aldo. Via vai di gente per lavoro, shopping o turisti in esplorazione. Dal pomeriggio anche venditori abusivi di pantaloni, make up, intimo, foulard. Donne che fanno tatuaggi provvisori di argus, liquido nero. Venditori di fichi d'india, mandorle, acqua fredda, pane e grissini.
dalla porta di Francia, bab el bhar in arabo, inizia la zona vecchia detta medina nella quale si sviluppa il mercato detto souq. Merce di ogni sorta, moderna o tradizionale, di valore o paccottiglia. Si trova di tutto, tipiche sono le fouta teli in cotone, il piatti dorati scolpiti a mano, lampade in ferro battuto o vetro, teiere argentate, bicchieri colorati, spezie.. Gioielli..
furbi venditori invitano ad entrare e scoprire la merce.
nel souq si trova un bel Caffè culturale in bello stile tipico del luogo, piacevole per un pranzo o una sosta. Da vedere è la grande mosche zitouna che spesso che mi ha offerto riposo sui suoi gradini ombreggiati nel pomeriggio.
nelle vie coperte della zona alta del souq gioiellerie, spezie, profumi e ristorantini profumati di cous cous locale e te alla menta.
girare per il souq mi piace, mi fa tornare bambina e mi diverte osservare tutta la merce esposta. Ricordo tutte le giornate di agosto che ho passato per queste calde vie.
lunedì 28 luglio 2014
mercoledì 23 luglio 2014
10 cose da fare a Marrakech
- Fare visita alla bella Scuola Coranica Medersa Ben Jussef , per ammirare le belle decorazioni e salire sulle stanze degli studenti.
- Visitare il Museo di Marrakech con il lampadario di ferro battuto gigante appeso al soffitto.
- Bere un tè con vista sulla piazza più famosa d'Africa, la Djemaa el Fnaa al tramonto.
- Visitare le rovine del Palazzo el Badii con i suoi nidi di Cicogna, i suoi muri vecchi, l'aranceto e il panorama sui tetti della città rossa
- Fare un giro nei giardini Majiorelle creati dallo stilista Yves Saint Laurent tra blu acceso, cactus e verde fresco. Un angolino di pace e relax, oltre che di arte.
- Perdersi per il souq e fare ottimi acquisti contrattando come se non ci fosse un domani. Lasciatevi incantare dagli oggetti tradizionali appesi, dall'olio di argan, l'argilla ghassoul, le babbucce, i tappeti, le borse, la bigliotteria, i gioielli berberi, le lampade e tutto il resto.
- Girare nella Medina contrattando una guida locale. Vedrete tutto e vi spiegherà molte cose.
- Vedere i giardini della Menara e le Tombe dei Saaditi.
- Fare un giro nella conceria, per avere idea di come sia la lavorazione delle pelli e le condizioni di questi lavoratori
- Cenare una sera in piazza Jema El Fnaa in una delle tipiche bancarelle fumanti. Mischiatevi ai locali, scegliete i piatti più tradizionali ed invitanti! Contrattatene il prezzo sempre.
ISTANBUL - BAGNO TURCO, paese che vai, hammam che trovi
Finito il mio cay alla mela andiamo a fare il bagno turco nell'hammam della moschea del Solimano, che si trova in una piccola struttura, dietro alla moschea nella zona a destra.
Anche questo fu progettato da Sinan quando realizzò la Moschea vicina.
E'
l'unico bagno turco misto della città. Trovo affascinante il suo
interno antico, con la cupola in cui la luce filta dalle piccole
finestrelle tra il vapore della sala centrale.
Il
costo è di 35 euro a persona, vengono dati zoccoli di legno tradionali e
un telo. E' aperto tutti i giorni dalle 10.00 del mattino a mezzanotte,
meglio prenotare perchè l'ingresso è limitato ad un certo numero di
persone alla volta, per evitare sovraffollamento.
Entriamo
e lasciati gli abiti negli armadietti, ci mettiamo gli zoccoli di legno
e camminiamo goffi fino alla sala del tiepidarium. Per le donne si
entra in pantaloncini e bikini superiore.
Entrati nella sala di vapore ci stendiamo sul marmo caldo a rilassarci.
Tutto l'interno è fatto in marmo e avvolto dalla foschia del vapore caldo.
Il silenzio è corroborante, gli unici rumori sono quelli delle gocce d'acqua dei rubinetti e delle pacche date dai massaggiatori.
Resto distesa a pancia in su a guardare l'interno in pietra antica e le goccioline che cadono dal soffitto.
Sopra di me la cupola dalla quale filtrano sottili fasci di luce.
Dopo un pò di tempo passato in relax, il massaggiatore di mi chiama toccandomi la spalla.
Mi fa cenno di seguirlo in uno scompartimento a parte, mi sdraio su una lastra di marmo tiepida a fianco di un rubinetto.
Con un guanto ruvido mi fa un energico scrub per il corpo, vigoroso.
Con la bacinella di rame mi sciacqua di tanto in tanto con acqua fredda.
Poi prende un panno chiaro e lo immerge in acqua e sapone, lo gonfia, lo passa sul corpo dolcemente lasciandomi avvolta da una nuvola di schiuma.
E' il mio primo bagno turco e cerco di sbirciare le sue mosse, anche se dovrei rilassarmi e restare molle molle a farmi strapazzare.
Strizza la garza sul corpo, poi la immergere di nuovo nel secchio e via un'altra soffice passata.
Bisognerebbe avere idea della loro visione di hammam, qui il massaggio non è rilassante, ma vigoroso, non dico da far male ma quasi, serve e a sciogliere le tensioni dei muscoli.
Ecco che il ragazzo cantando un'armoniosa melodia inizia il classico massaggio turco, molto energico. I rumori delle pacche fanno quasi impressione, ma non c'è da preoccuparsi. Le loro mani sapienti sanno capire come procedere alla perfezione.
Sarà la nebbiolina, i suoni che rimbalzano da una parete all'altra, la luce soffusa, il caldo..
assaporo la magia di questo hamman alla turca rilassandomi completamente...
Finito il massaggio, vengo sciacquata a scodellate di acqua fresca che mi fanno sentire come nuova di zecca.
rRingrazio il ragazzo per il trattamento, e per la delicatezza, Visto che il massaggio turco è per tradizone davvero molto strong, ma per noi turisti fanno più con delicatezza.
Ritorno al centro della stanza per riposare ancora un pò in questo tepore.
Quando tutti abbiamo finito, ci copriamo con l'asciugamano e andiamo a bere un meritato cay nella sala relax.
Tutto l'interno è fatto in marmo e avvolto dalla foschia del vapore caldo.
Il silenzio è corroborante, gli unici rumori sono quelli delle gocce d'acqua dei rubinetti e delle pacche date dai massaggiatori.
Resto distesa a pancia in su a guardare l'interno in pietra antica e le goccioline che cadono dal soffitto.
Sopra di me la cupola dalla quale filtrano sottili fasci di luce.
Dopo un pò di tempo passato in relax, il massaggiatore di mi chiama toccandomi la spalla.
Mi fa cenno di seguirlo in uno scompartimento a parte, mi sdraio su una lastra di marmo tiepida a fianco di un rubinetto.
Con un guanto ruvido mi fa un energico scrub per il corpo, vigoroso.
Con la bacinella di rame mi sciacqua di tanto in tanto con acqua fredda.
Poi prende un panno chiaro e lo immerge in acqua e sapone, lo gonfia, lo passa sul corpo dolcemente lasciandomi avvolta da una nuvola di schiuma.
E' il mio primo bagno turco e cerco di sbirciare le sue mosse, anche se dovrei rilassarmi e restare molle molle a farmi strapazzare.
Strizza la garza sul corpo, poi la immergere di nuovo nel secchio e via un'altra soffice passata.
Bisognerebbe avere idea della loro visione di hammam, qui il massaggio non è rilassante, ma vigoroso, non dico da far male ma quasi, serve e a sciogliere le tensioni dei muscoli.
Ecco che il ragazzo cantando un'armoniosa melodia inizia il classico massaggio turco, molto energico. I rumori delle pacche fanno quasi impressione, ma non c'è da preoccuparsi. Le loro mani sapienti sanno capire come procedere alla perfezione.
Sarà la nebbiolina, i suoni che rimbalzano da una parete all'altra, la luce soffusa, il caldo..
assaporo la magia di questo hamman alla turca rilassandomi completamente...
Finito il massaggio, vengo sciacquata a scodellate di acqua fresca che mi fanno sentire come nuova di zecca.
rRingrazio il ragazzo per il trattamento, e per la delicatezza, Visto che il massaggio turco è per tradizone davvero molto strong, ma per noi turisti fanno più con delicatezza.
Ritorno al centro della stanza per riposare ancora un pò in questo tepore.
Quando tutti abbiamo finito, ci copriamo con l'asciugamano e andiamo a bere un meritato cay nella sala relax.
As i finished my apple cay we deicide to go to the turkish hammam of Suleiman Mosque.
This hammam is located in a small old building behind the Mosque, on the right.
Also this little mosque (now used like hammam) was designed by the famous ottoman architet Sinan.
This is actually the only one mix hamma of the city. One traditional turkish bath is an experience we cannot loose, here in Istanbul ! Wea re so excited!
It cost 35 euro per person and at the reception we get one pair of traditional wooden clogs and a white and red towel. For get inside women have to dress shorts and bikini in top.
Going into
the steam room, we lie on the hot marble to get relax.
The whole
charming interior is done in marble and enveloped by the mist of hot steam.
Silence is
invigorating, the only sounds i hear are those of the drops of water taps and slaps
given by massage therapists.
I stay lying
belly up to look at the inside of ancient stone and the droplets falling from
the ceiling.
i let my mind dream and go free, maybe also little sleeping. Above me
the dome from which they filter thin light beams.
After some
time spent in relaxation, the massage therapist came to call me, touching my
shoulder.
I follow him into a compartment apart, I lie on a warm marble slab next to a
faucet.
With a
rough glove he makes me a strong body scrubs to all body.
Then take a cotton towel and clear it plunges into the water mixed with soap, it swells, it goes on
smoothly leaving the body enveloped in a cloud of foam.
It 's my
first turkish bath and try to peep his moves, even if I should relax and forget everything.
They guy squeeze the
cheesecloth over the body, then dip again into the bucket and another soft
passed away.
I believe it's good have an idea of the style of this hammam, before go. Massage is not relaxing as we can imagine but
vigorous and strong, here massase is used for relax muscles very much.
The boy strart singing an harmonious turkish melody and begins the classic massage.
The sounds are almost patting impression, but for my body is very good.
I hear the sounds of this room bouncing from wall to wall. I see the soft light in this little fog ..
All this make me feel the magic of this Turkish Hamman.. and let me very relax.
After this
massage, the boy take some fresh water for wash soap away from sking, using a traditional bowl.
When all this is finish i thank the guy and i go back to the
center of the room to lie and stay relaxing in the hot.
When all
have finished, we cover with the towel and go to drink cay in
the relaxation room.
martedì 22 luglio 2014
LUSTRASCARPE a Istanbul ... mestieri nel mondo...

Camminando per le strade di Istanbul vedo per la prima volta i lustrascarpe.
Seduti ai bordi delle strade con i loro baffi turchi lavorano lucidando le
scarpe altrui.
Passanti per lo più in giacca e cravatta che lustrano le scarpe prima di andare al lavoro, ma anche qualche turista di passaggio.
Ve ne sono parecchi, con i loro poggiapiedi dorati che aspettano il prossimo paio di scarpe che vi si fermerà sopra per una belle ripulita.
Tante boccette di lucido dai tappi dorati e uno straccio.
Istanbul è città di contrasti moderni e antichi, turchi ed europei, ottomani o moderni.
Ma il lustrascarpe era un mesterie che tempo fa era diffuso anche qui in Europa e in Nord america.
Nel sud italia, storpiano il temine inglese shoeshine di lucidascarpe in "sciuscià" che veniva usato per indicare questo mestiere, ora scomparso nei paesi più benestanti.
I sciuscià di Istanbul lavorano molto con i turchi che ancora oggi si fanno pulire le scarpe, ma molti di loro sono furbastri e tendono trappole ai turisti che con qualche trucchetto.
In fondo tutto il mondo è paese. ; )
Passanti per lo più in giacca e cravatta che lustrano le scarpe prima di andare al lavoro, ma anche qualche turista di passaggio.
Ve ne sono parecchi, con i loro poggiapiedi dorati che aspettano il prossimo paio di scarpe che vi si fermerà sopra per una belle ripulita.
Tante boccette di lucido dai tappi dorati e uno straccio.
Istanbul è città di contrasti moderni e antichi, turchi ed europei, ottomani o moderni.
Ma il lustrascarpe era un mesterie che tempo fa era diffuso anche qui in Europa e in Nord america.
Nel sud italia, storpiano il temine inglese shoeshine di lucidascarpe in "sciuscià" che veniva usato per indicare questo mestiere, ora scomparso nei paesi più benestanti.
I sciuscià di Istanbul lavorano molto con i turchi che ancora oggi si fanno pulire le scarpe, ma molti di loro sono furbastri e tendono trappole ai turisti che con qualche trucchetto.
In fondo tutto il mondo è paese. ; )
![]() | |
| beyoglu istanbul |
![]() |
| Usudar Istanbul |
lunedì 21 luglio 2014
Marocco trekking sulol'atlas

Una bella idea di viaggio lenta è quella di alcuni giorni di trekking tra le montagne dell'Alto Atlante.
Io sono stata Touffrine e Magdaz, bellissimi villaggi berberi fuori dal tempo.
Ma di villaggi di fango ce ne sono molti e tutti stupendamente berberi.
Fare trekking qui mi ha permesso di conoscere un volto del Marocco che non immaginavo nemmeno.
Dormendo a casa dei berberi mi sono sentita davvero con loro, cenando tutti insieme e mangiando dalla stessa ciotola ho capito cos'era la condivisione.
Oltre la bellezza di queste montagne, c'è un modo da scoprire, fatto di cortesia, tradizione e semplicità.
Gli uomini partono la mattina presto per i campi, con davvero pochi mezzi.
I bambini vanno a scuola a piedi, le donne trasportano legna e lavano.
Il te si beve insieme con frutta secca e facendo quattro chiacchiere in allegria.
Sono villaggi immersi nella valle rossa e verde, rossa come la terra di questa zona e verde per gli alberi.
Donne che lavano al fiume, uomini a dorso di asino o a piedi, bambini che giocano e chi vi chiederanno una penna o una caramella, i loro occhioni non li scorderete con facilità.
Portate caramelle, pastelli, pennarelli e fogli per loro, qui manca quasi tutto.
Tutta la zona del medio e alto Atlante è stupenda per il trekking.
I paesaggi sono stupendi, con belle montagne, valli, cascate, fiumi.
In inverno ho trovato anche la neve sulle cime delle montagne, ho camminato sulla terra rossa attraverso case di fango e ruscelli in compagnia della sorridente gente locale, timida e ruspante.
Villaggi di terra rossa con panni stesi colorati, donne velate, asini, silenzio.
E' un Marocco lontano dal caos delle città, dalla gente furba, dalle auto e dal turismo.
Qui la popolazione locale è genuina, vive ai ritmi della natura ed è molto accogliente.
le mie foto su flickr
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