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venerdì 27 giugno 2014

Lo spettacolo di Petra by night

03 gennaio 2011




Quando il sole cala sulla città rossa, mi incammino a piedi da Wadi Musa fino all'ingresso del sito di Petra.
Il biglietto costa 12 jd a persona, i posti sono illimitati ed il biglietto si acquista poco prima dello spettacolo che inizia alle 20.30.
Sono le venti ed è già buio, mi incammino con gli altri turisti e un pò di ragazzi giordani verso il siq.
Camminiamo per la gola tra le poche luci nel buio della sera araba. 
Sopra la nostra testa un tappeto fitto fitto di stelle si scorge tra le rocce sinuose ed alte della gola..
Anche il Siq è magico in questa atmosfera. 
Camminare al buio tutti in silenzio è suggestivo, all'inizio mette un pò di timore ma poi mi sento in un luogo sacro, in cui entrare in punta di piedi e ringraziare per tanta bellezza.
Le rocce strette sono piene di ombre e poca luce che filtra dal cielo.
Cammino un pò guardando le stelle sopra la mia testa, piccolissimi fitti puntini di luce nel nero abisso della sera.
Solo il rumore dei nostri passi, di qualche parola qui tra le montagne.
Arriviamo davanti al Tesoro che si intravede nella rosse luce fioca delle candele e resto senza parole. 
E' bellissimo tutto rossiccio nella penombra, tra le luci gialle. 
Davanti un tappeto di candele, duemila, messe in piccoli sacchetti bianchi sulla terra sabbiosa e asciutta.
Ci sediamo sui tappeti  e si aspetta che tutti ci accomodano. 
Quando siamo tutti lì riuniti i beduini iniziano a distribuire te caldo e a suonare la musica locale. 
Stare qui nel buio e nel silenzio assoluto, interrotto solo dalla musica guardando il tesoro è un emozione.
Alzo gli occhi per vedere ancora quel cielo fittissimo di stelle, tanto da sembrare finto.
In penombra si vede la roccia spaccata e il tesoro scolpito dai Nabatei tra la luce rossastra.
Questa è l'ultima immagine di Petra e dopo averla esplorata per tre giorni è il modo migiore per lasciarla. Solo quando finisce la musica i flash delle macchine fotografiche illuminano completamente la faccia per qualche secondo. 
Certo che è uno spettacolo turistico, ma è incantevole.
Ripercorriamo in silenzio il Siq custodendo negli occhi tutte queste emozioni. 





 





giovedì 13 gennaio 2011

PETRA e i sentieri dei nabatei - vedere Il Tesoro dall'alto




03 gennaio 2011


Anche se ero tentata dalla pazzia di alzarmi alle 5.00 per arrivare alle 6.00 al sito, appena aperto, rimango sotto il calduccio delle coperte e aspetto come al solito che suoni la sveglia alle 6.00, orario più umano anche se duro per me.
Solo l'entusiamo e la voglia che ho ancora di scoprire Petra mi danno la forza per lasciare questo tepore e vestirmi. La colazione per me è ormai il mio adorabile hummus con pane e formaggio, accompagnato da tè caldo.
Usciamo veloci e il passo è ormai allenato. Arriviamo all'ingresso del sito, dopo il cancello percorriamo la strada di sassolini fino all'ingresso del Siq che quasi per l'ultima volta, come mi dispiace! Ero già affezionata. Ringrazio il momento in cui ho deciso di dedicarci 3 giorni! E' il posto più spettacolare che abbia mai visto.
Assolutamente vale la pena dedicare diversi giorni a Petra.
Oggi anche se Alessio è preoccupato, perchè teme che possa essere una giornata ripetitiva, ma io sono carica e convinta che molto altro ci aspetta. Già vorrei viaggiare ancora più lentamente, adoro vedere un sacco di cose, ma anche dedicare il giusto tempo ad ogni cosa.
Poi in realtà il tempo non mi basta mai e vorrei sempre vedere molto altro. Se penso che noi in 13 gg avremmo voluto vedere molte altre cose, ed altri in 6 gg dicono di aver visto tutto, capisco che non c'è un modo per viaggiare ma molti ritmi differenti. Io per apprezzare qualcosa devo vederlo diverse volte, con diverse luci e fissare bene nella mente quel che vedo.Mi piace parlare con le persone, mangiare e bere con loro, entrare in contatto.
Oggi ci siamo soffermati sul Tempio dei leoni alati del 27 a.C., che era dedicato alla dea della fertilità Atargatis, sposa di Dushara. Abbiamo esplorato la chiesa. Venne costruita dai Nabatei, ma ampliata e arricchita dai bizantini poi. Ora è in fase un lavoro di recupero e restauro. Sicuramente ho apprezzato i pavimenti a mosaico bizantino, favolosi.
Nel sito di Petra ci sono anche due musei, quello archeologico e quello nabateo.

Appena apre, andiamo a visitare il museo Nabateo, aperto solo nel 1994. Si trova accanto al ristorante, prima dell'inizio della salita al monastero. Contiene una raccolta di manufatti, lampade, statuette di bronzo, statuette in terracotta, ceramiche e monete, un capitello con la testa di un elefante.
Di pregio sono soprattutto le ceramiche, tra le più sottili del mondo. Scopro che i Nabatei parlavano in aramaico, la lingua biblica.
Abbiamo colto l'occasione per comprare un libro su Petra ed i soldi iracheni vecchi con Saddam raffigurato.
Il Museo archeologico di Petra è invece quello in un antica grotta nabatea sul pendio di al-Habis. E' aperto dal 1963, ma ora era chiuso per restauro. Tutta la zona sotto questo museo era in fase di lavoro.
Torniamo al bar di Lion per bere del te e mangiare i biscottini del fornaio. Ci suggerisce tra le varie camminate, quella che dal Sacrificio  (detto anche Luogo Alto, in arabo chiamato al-Madhba) ci porta a vedere il tesoro dall'alto, dalla parte opposta rispetto a quella che abbiamo visto prima. In realtà non si vede il Tesoro Al-Khazneh, ma la piazza e il Siq visto che è scolpito nella roccia su cui ci troveremo. Saremo sopra al Tesoro!

  •  SENTIERO CHE DAL SACRIFICIO PORTA A VEDERE IL TESORO DALL'ALTO



Partiamo per un'altra scarpinata. Facciamo la strada che segue il Wadi Farasa, cioè quella che abbiamo fatto al ritorno dal Santuario ieri. Prendiamo ancora l'asino fino all'inizo delle scale, oltre la tomba del Soldato e il tempio del giardino. La scalinata la facciamo tutta a piedi, ma ora siamo allenati ed arriviamo in cima agilmente. Approfittiamo del bel panorama e facciamo una sosta ammirando la città dall'alto.
Dei beduini ci spiegano la strada suggerita da Lion.
Sarebbe meglio farsi accompagnare perchè in realtà non è molto facile da trovare, non c'è il sentiero e non c'è nessuno, si cammina molto di più da soli perchè loro sanno ogni accorciatoia. Comunque dato che ci vivono ancora in queste zone qualche anima si trova sempre. Mi ha fatto ridere camminare e camminare senza vedere nessuno nel silenzio più totale per trovarsi all'improvviso due umoni a cavallo con aria spavalda dire: ride horse?!
Ma come Alessio segnava le pietre per ritrovare la strada come pollicino perchè pensava ci saremmo persi, invece noleggiano anche i cavalli! Come al solito dimentichiamo che siamo sulle montagne e le strade sono diverse! Con i cavalli arrivano attraverso un'altra strada che parte dal maneggio fuori dal siq. Ecco il trucco! Ci facciamo allettare dal cavallo, sia per trovare il punto esatto che per provare. Io non ero mai salita. E' un animale stupendo ed elegante, un pò alto per me che ho dovuto essere aiutata dal beduino che furbescamente ha pensato di spingermi su dal sedere! Un pò di paura mi faceva, a differenza del mulo. Un pò perchè il crepaccio è alto, non c'è il sentiero ed il cavallo anche lui poverino cammina sui sassi, forse era questo a darmi poca fiducia. Esperienza divertente però. Ci sono diversi punti panoramici. Quello più spettacolare è vedere la piazza del Tesoro e l'inizio del Siq. Sono piccolissimi perchè l'altezza è notevole!
Il Tesoro è sulla stessa montagna sui cui siamo ora, sarebbe sotto i nostri piedi, perciò la facciata non si vede. Fantastico! Si vedono bene tutte le rocce, le spaccature delle montagne in alto. Si vede Wadi Musa, credevo fosse quello che chiamo il villaggio degli asini, invece mi ero sbagliata!
I due ragazzi dei cavalli ci fanno scendere da cavallo varie volte per ammirare diversi panorami. Non credevo fosse così bello e interessante questo punto! Si vede anche la zona del Sacrificio e della città. Siamo davvero in alto!
Ci riaccompagnano sul sentiero e sal Sacrificio riscendiamo giù nella città rossa.

Questa città è quasi surreale con le sue facciate scolpite nella roccia spaccata. Da qui capisco bene che si trova ad un'altezza tra gli 800 e i 1.396 metri, in un bacino tra le montagne ad Est del Wadi Araba, la grande valle che si estende dal Mar Morto fino al Golfo di Aqaba. Le rocce sono di arenaria policroma di età paleozoica, una roccia sedimentaria prodotta dalla sedimentazione e dall'accumulo di piccoli granelli di sabbia. Grazie a questo processo la roccia che ne deriva è resistente, ma facile da scavare perchè organizzata in strati. I fantastici colori che creano sfumature incredibili, derivano dagli ossidi formati durante il lungo processo di consolidamento. Il nome semitico di Petra era Reqem o Raqmu che significa la Variopinta, nome attestato anche nei manoscritti di Qumran. Sicuramente azzeccato!
I Nabatei furono geniali per come seppero sfruttare l'acqua e rendere Petra un'oasi. Ma furono ingeniosi anche nell'utilizzare delle rocce contenenti silice per ottenere un cemento impermeabile.
Ai giorni d'oggi forse Petra è stata resa famosa al pubblico con il film Indiana Jones e l’ultima crociata con Harrison Ford e Sean Connery del 1989.
E attraversando il Siq viene in mente anche a me la scena del film.
In realtà la città rimase sconosciuta per molti anni finchè nel 1.812 il viaggiatore svizzero Johann Ludwig Burckhardt la scoprì. Immagino l'emozione di quel giorno. Si vestiva da arabo e dovette far finta di essere un pellegrino che voleve sacrificare una capra al profeta Aronne, la cui tomba, costruita nel XIII secolo, si riteneva collocata al di là delle rovine, in cima al gebel Haroun. All'epoca Petra era parte dell'impero Ottomano e i viaggiatori in cerca di antichità non erano ben visti. Cerco di immaginare che accompagnato dalla guida, non potè fermarsi. Solo cinque anni dopo la sua morte fu pubblicato il libro che rivelava l'esistenza di questa città.
Scesi dalla strada del sacrificio andiamo a gironzolare per le Tombe Reali della parte a destra che non abbiamo ancora visto da vicino.
Restiamo a bere te con Lion e a chiacchierare tutto il tempo.
Ripercorriamo la via della città fino al Tesoro. Restiamo un pò sulla panchina a guardarlo tra i dromedari colorati, i beduini e i turisti. Ripercorriamo il Siq e già sento la nostalgia, ma un'altra sorpresa però ci aspetta, stasera c'è Petra by night!

Andiamo a cena a Wadi musa del ristorantino del primo giorno. Soddisfatti ci mangiano carne mista alla griglia, riso, hummus e falafel.
Andiamo a docciarci e cambiarci, vestendoci pesanti per la sera. Usciamo che è già buio e a piedi raggiungiamo il sito.
Petra by night è uno spettacolo turistico, ma come si potrebbe pretendere il contrario? Il biglietto costa 12 jd a paersona e si può acquistare all'inizio dello spettacolo, i posti non sono limitati. Lo spettacolo inizia verso le 20.30, quando è buio. Si percorre tutto il Siq e ci si ferma nella piazza del Tesoro. Le duemila candele sono l'unica illuminazione e l'atmosfera è suggestiva.
Camminiamo per la gola tra le poche luci nel buio della sera. Sopra la nostra testa un tappeto fitto fitto di stelle si scorge tra le rocce sinuose della gola! Anche il Siq è magico in questa atmosfera. Arriviamo davanti al Tesoro che si intravede nella rosse luce fioca delle candele e resto senza parole. E' bellissimo tutto rossiccio nella penombra. Davanti un tappeto di candele, messe in piccoli sacchetti bianchi.
Ci sediamo sui tappeti e quando siamo tutti lì riuniti, iniziano a distribuire te caldo e a suonare la musica locale. Stare lì nel silenzio assoluto, sentendo solo la musica e guardando il tesoro è un emozione.
Alzo gli occhi e vedo il cielo fittissimo di stelle, tanto da sembrare finto.
In penombra si vede la roccia spaccata e il tesoro scolpito tra la luce rossa.
Questa è l'ultima immagine di Petra e dopo averla esplorata per tre giorni è il modo migiore per lasciarla. Solo quando finisce la musica i flash delle macchine fotografiche illuminano completamente la faccia per qualche secondo. Certo che è uno spettacolo turistico, ma è incantevole.
Ripercorriamo in silenzio il Siq, davvero per l'ultima volta e non ci sarebbe occasione migliore.





















se trovi un sentiero senza ostacoli, probabilmente non va da nessuna parte.”
Frank A. Clark
 

Giordania il sito di PETRA : Il Sacrifico Al-Madhba

02 gennaio 2011


La sveglia è alle 6.00 anche oggi! Colazione a buffet in hotel e si parte nel freddo mattutino per raggiungere l'ingresso del sito. La mattina è piacevolmente silenziosa. Solo i nostri passi e qualche ragazzo con il proprio asino, per le strade ancora deserte del paese.
Ripercorriamo la strada di ghiaia che porta all'inizio del Siq. La camminata tra le rocce di questa gola è sempre emozionante, anche il secondo giorno. Lo percorriamo più lentamente per fissare nella memoria ogni forma, ogni colore e ogni raggio di luce che filtra tra le altre rocce. Ritrovarsi davanti al Tesoro non è ancora un'abitudine ma un piacere.
Ci sediamo qualche minuto per guardarlo bene in ogni sua forma e sfumatura. Grazia ed eleganza tra le forme rosee tenui della mattina. Ancora così silenzioso. Piano piano arrivano i cammelli ed i cammellieri che piazzandosi di fronte lo rendono ai miei occhi ancora più suggestivo.
Procediamo per la via che porta alle Tombe osservando con la curiosità del primo giorno le facciate scolpite nelle rocce. Nella parte inferiore si nota che solo parzialmente sono state portate alla luce. I motivi a scale del tetto sono anche vicino al terreno, simbolo che sotto ci sono altre tombe. Porte erose dal tempo sembrano occhi e bocche, che a volte si trovano a filo della strada.
Ci facciamo tentare da un signore con i muli e approfittiamo per fare meno strada. L'uomo dice di abitare nel sito e in effetti le tracce di fuochi e materassi non sono poche nelle zone meno batture. Non immaginavo che ci vivessero ancora! Vogliamo vedere il Tesoro dall'alto. Sappiamo che ci sono due strade. I beduini dicono che una è da evitare e sembra che sia stata proibita di recente. Guardando il tesoro sulla sinistra si trova una scalinata nella pietra, per la verità molto ripida e soprattuto spesso interrotta bruscamente. Sarà che non sono troppo atletica ma per me è impossibile, sicuramente è solo per esperti. Le persone del posto per fortuna dicono che non si può salire, anche se poi ho visto qualche ragazzo in alto. Il fatto è che con tutte le montagne i sentieri segreti non mancheranno di sicuro.
Noi non ci pensiamo nemmeno e facciamo l'altra strada che porta sempre in alto, in un punto in cui si vede il tesoro dall'alto. Non dico che non ci credevo, ma non speravo in tanto. La vista è fantastica! Partiamo con il mulo e percorriamo la strada fino alle tombre reali. Da qui i nostri bravi animali, guidati dal beduino ci portano sulla scalinata che inizia dopo l'ultima tomba e sale sulla montagna. Veniamo lasciati alla fine delle scale e risparmiamo molta fatica. L'esperienza del mulo per me è molto divertente, anche se spesso ho sentito racconti per nulla entusiastici. Sarà che non avevo paura. E' vero che si avvicina agli strampiobi, ma pica vuol saltar giù. Anche lui ci tiene alla sua pelle ;)
Una volta in alto già il panorama abbraccia Il teatro, le altre tombe e tutto quello che si trova giù. Proseguendo dritto e poi a destra si cammina senza un vero e proprio sentiero, senza indicazioni e all'improvviso vedere il tesoro è una bella sorpresa. Un gatto ci ha seguito tutto il tempo e si è pappato metà del mio spuntino, visto che ogni volta gli davo un pezzo perchè miagolava.
Il tesoro dall'alto è ancor più bello e sembra quasi piccino sulla grande parete di roccia rosso scuro. Non è completamente illuminato perchè si trova nel crepaccio e i giochi di luce ed ombra lo rendono suggestivo. Certo che il panorama qui è molto bello, anche osservando le rocce intorno. A volte quasi mi sembra di vedere volti scolpiti nelle pareti, anche se sarà l'erosione di vento ed acqua a dare queste forme. Dopo essere rimasti un pò in contemplazione riprendiamo la strada e torniamo giù. Una sosta per il tè è sempre gradita così ci fermiamo in un baretto e ritroviamo Lion, il beduino che ci aveva accompagnato a Piccola Petra. Passare il tempo a chiacchierare con lui sulle strade segrete, sulla vita e sui viaggi non può che essere interessante.
Riprendiamo il nostro cammino e ci dirigiamo verso il teatro, su una vietta sterrata a destra della scalinata per il Sacrificio che permette di arrivare alla Tomba degli Angeli. E' piccola e senza facciata. Dopo una frana è stato proibito l'ingresso all’interno che contiene le nicchie sepolcrali, ma i colori delle rocce in questo tratto sono tra i più belli.

Oggi decidiamo di salire la strada porta al Luogo Alto del Sacrificio.
Il fatto che Petra, così bella e immensa, non avesse mura mi stupisce assai. Solo ora che percorrendo i gradini vedo facciate, teatri, resti di templi e tutto quando, ho solo una vaga idea del valore che avesse questa città. Capisco che ci sarebbe ancora molto altro da scoprire e riportare alla luce.
Al-Madhba è il nome in arabo del luogo alto del Sacrificio. Non ho guardato quanto tempo abbiamo impiegato, ma credo un'oretta a piedi per la salita. Si incontrano molti muli che portano i turisti e poi percorrono la discesa di scalini di corsa e da soli anche, mi fa troppo ridere. Il panorama anche solo nella parte di salita a scalini è davvero bello. Si intravedono pezzi della città dalle rocce rosse ed articolate, che anche qui rivelano tratti molto particolari e con disegni stupendi. Rossi, gialli, arancioni, grigi e violetti si alternano in strisce che sembrano dipinte. Quasi sembra impossibile che siano state create dalla natura. Che invece in certi luoghi è formidabile.
Arriviamo in alto da una stradina stretta e davanti a noi si apre una piazzola dove c'è il ristorante / negozietto. Non siamo arrivati, anche se quasi pensavo di sì, manca poco ma ci concediamo un pò di riposo sulle rocce. Il panorama da qui vale tutto lo sforzo! Si vede tutt'intorno la roccia rossa e nera e le facciate di tombe lontane. Ci riposiamo un mezzoretta girovagando tra le rocce e sostando un pò all'ombra.
Saliamo l'ultimo pezzo che porta all’altare sacrificale, sapientemente costruito in un bel punto panoramico e piatto a 1.035 metri. I Nabatei avevano molto occhio, che dire. Ci sono due strade per raggiungerlo. Una volta le due vie erano usate dai pellegrini per salire da una parte e per scendere dall'altra.
Non è l'unico luogo alto di Petra. Sicuramente è il più famoso anche se c'erano anche un triclinio, una sala per banchetti, un betilo, un altare e una cisterna.
La parte alta è divisa in due parti. A sud ci sono due obelischi in pietra di sette metri, costruiti per rappresentare le due divinità, Dushara e al-Uzza, adorati dai Nabatei. A nord si trovano le rovine del forte di controllo. Non resta molto del sito originale, solo l’ara sacrificale, ma il panorama sulla città è favoloso. Le persone sono così piccine dall'alto. Da qui sembra che Petra sia ancora una città viva, con tutto quel via vai di persone lungo la via principale. La vista abbraccia le tombe reali, la via colonnata e tutta la parte a sinistra. Una beduina locale ci mostra la punta del monastero Deir che si intravede da qui. Non posso far altro che pensare che in questo sito la bellezza della natura già suggestiva, è stata arricchita dalla sapienza umana. Solo il colore, le forme delle rocce, i canyon e i panorami ne avrebbero fatto un luogo indimenticabile. I Nabatei hanno completato il capolavoro che oggi ammiriamo da quassù mentre il cielo blu è scosso da un bel venticello fresco. Capisco perchè i grandi pensatori di tutti i tempi si isolavano. Non c'è posto migliore per star bene, che quelli come questo. Soli nel silenzio, nel sole e nel vento, non posso che essere in pace con la mia anima e il mondo intero. Stiamo qui a bordo dello stampiombo e mangiucchiamo i dolcetti del fornaio.
Un asino con su un ragazzino si mette a fianco a noi e guarda giù dal precipizio, mentre il ragazzo ci dice: vedi anche gli animali vengono qui per osservare il panorama.
Per scendere facciamo l'altra strada che passa da Wadi Farasa e che arriva al Palazzo della Figlia del Faraone. La strada è un pò più lunghina ma meno in pendenza.
E' un'alternativa piacevole e meno battuta. Incontriamo sulla strada la fontana del leone. Ora resta visibile un leone scolpito nella roccia che una volta era una fontana con un canale che usciva dalla bocca. E' grande 5 metri per 2,5 e davanti c'era un piccolo altare. In questa zona meno battuta si vedono più persone locali e in lontananza dovrebbero abitare ancora. Gli altri beduini mi dicono che hanno persino internet.
Scendendo si fanno tratti a gradini e tratti di roccia facili fino a scendere nella zona della spaccatura dove ci sono diverse tombe. La tomba del triclinium, quella del soldato romano, la tomba del frontone rotto, la tomba rinascimentale e il tempio del giardino.
La tomba del soldato romano, ha questo nome perchè sulla facciata in fase successiva venne messe una statua romana di un soldato sopra la porta. Lo stile delle statue porta a pensare che sia stata realizzata dopo 106 d.C. quando Traiano annesse Petra all’Impero Romano. All'interno sono scolpite delle nicchie con colonne semicircolari. Una volta un colonnato univa la tomba al tempio del giardino, dove si tenevano i banchetti annuali in onore del defunto che era sepolto nella tomba del soldato romano. In quest'area ho l'impressione che ogni cosa sia una piccola scoperta, forse perchè è l'unica parte in cui siamo soli.
Sembra che gli scavi non siano per nulla finiti. Chissà quanti resti sono ancora sotto terra. Proseguendo verso destra passiamo da una parete di roccia ricca di facciate di tombe, molto belle e colorate anche se molto erose dal tempo. In questa zona ci sono anche molti resti di quelle che erano le case di Petra. In alcune ci sono materassi e resti di fuochi accesi di recente.
Incontriamo un beduino con mamma cammello e un cucciolo di due giorni. Sono di una tenerezza!! Lui non si regge sulle zampette, si lamenta mentre la mamma si avvicina con la testa, gli fa un pò di coccole e sembra dargli anche i baci. Con loro un cammello di un anno che si avvicina curioso e sembra volermi mangiare la chioma. La mamma anche se è tranquilla è molto protettiva, i dromedari sono animali bellissimi e dolci!
Un altro tesoro di Petra sono i papiri scritti in greco che nel 1994 furono recuperati carbonizzati dal sito della chiesa bizantina. Ben 152 rotoli di documenti molto sottili, quasi impossibile da srotolare. Sono il più grande ritrovamento antico di materiale scritto in Giordania. Le date riportate sui papiri vanno dal 537 al 559 d.C.
Ho letto che c'è anche la Tomba di Aronne, Jabal Harun, che richiede una camminata di otto ore e un biglietto a parte, ma non ho scoperto di più.
Anche per oggi abbiamo camminato abbastanza e quando torniamo davanti al tesoro è già tramontato il sole e siamo tra gli ultimi. Il Siq in solitudine è sempre magico e la strada, ora che siamo stanchi, sembra più lunga di quel che ricordassi.
E' già buio e freddo, visto che il sole è scomparso dietro le montagne di Petra. Ci facciamo accompagnare da un taxi in un altro ristorantino locale di Wadi Musa. Scegliamo tra le pietanze all'interno e la cena è sempre buona, anche se meno di ieri. Passiamo ancora dal fornaio per prendere qualche dolcetto e un pò di pane, prima di rientrare in hotel per una doccia e una bella dormita!