Visualizzazione post con etichetta petra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta petra. Mostra tutti i post

mercoledì 19 gennaio 2011

Cammellieri di tutta Petra unitevi!

Per raccontare un posto incredibile come Petra non posso che ricordare anche la sua gente. Raggruppo le foto che ho fatto ai cammellieri, conduttori di cavalli, muli e carretti del sito che con i loro colori non possono che essere parte in qualche modo della Petra di oggi. Sono organizzatissimi. Dal cancello di ingresso all'inizio del Siq ci sono i cavalli. Dall'inizio del Siq al famoso Tesoro corrono i carretti. Poi vengono i cammelli che portano i turisti dal tesoro alla zone delle tombe. Da qui ci sono i muli che hanno l'ingrato compito di fare le scalinate. Forse senza di loro Petra non sarebbe così colorata e affascinante, anche le persone sono parte del sito, come i Nabatei lo erano in passato, loro lo sono ora. Io li trovo così fascinosi, con gli occhi dipinti di nero dal kajal, i colori e le stoffe dai toni accesi. Sicuramente in estate dev'essere ancora più colorato. E quanti non riuscita a fotografare che invece meritavano uno scatto ricordo per tanti motivi, ma alle volte una foto sembra troppo sfacciata. Ci sono momenti in cui non mi sembra molto opportuna, anche se i giordani solitamente si fan fotografare volentieri. Molto diverso da paesi come il Marocco in cui la maggior parte delle persone crede che gli rubi l'anima o la fai finire sui giornali, così oltre che chiedere soldi ti negano anche le foto. Gli animali son sempre belli, i dromedari soprattutto li adoro! Hanno quel musetto tenero e se gli metti la mano vicino alla bocca, delicatamente ti annusano. Come dicono i cammellieri a chi ha paura: sono vegetariani, non mangiano le mani delle persone. Sono sempre così calmi e pacifici. Avevo notato che un dromedario aveva una specie di pasta biancastra in bocca e faceva dei palloni come noi le facciamo con le cicche. Credevo che fossero magari ruminanti che rimasticavano le erbe, invece solo dopo ho scoperto che è un modo per attirare le femmine quando sono in calore. I cammellieri danno loro latte e sale per calmarli.
I dromedari vivono fino a 25 o anche 35 anni e sono animali molto forti. Quelli impiegati per portare le persone sono solo i maschi. Noi abbiamo visto una mamma con il piccolo, se non ho capito male aveva solo qualche giorno ed era di una tenerezza infinita! Bianco, con il pelo arruffato e non si reggeva sulle zampette lunghe. Si lamentava e la mamma, che gli stava accanto, lo riepiva di baci e coccole. I dromedari sono davvero teneri e dolci! Il cammelliere voleva anche farcelo toccare, ma la mamma ci guardava giustamente con diffidenza e non mi sembrava giusto invadere il suo spazio, si preoccupa per il suo cucciolo! Troppo dolci!
Molti beduini non mangiano la carne del cammello perchè ci sono affezionati, altri invece lo fanno senza problemi. Non mangiano i cavalli dicono e ovviamente il maiale.
Dicono che ogni beduino ha un dromedario suo, un pò come noi abbiamo il cane o il gatto, non per farci qualcosa in particolare ma per compagnia. Ne voglio uno!
Alcuni ci han detto che i dromedari che usano per i turisti vivono meno perchè portano persone in continuazione, perchè al posto di far mangiar loro l'erba danno il mangime e a volte poco da bere per molti giorni. Il dromedario vive anche in base alla cura che hai di lui. Altri sostengono che portare i turisti non fa nessuna differenza e non vivono affatto meno.
Credevo che il dromedario come il cammello bevesse poco per le scorte di acqua nella gobba e invece non è vero! Nella sola gobba che ha possiede le riserve di grasso che utilizza per i periodi di carenza di cibo. Può resistere a lungo senza bere perchè riesce a variare la temperatura del proprio corpo. Da 37°C a 41°C durante il giorno, permettendo di ridurre al minimo la traspirazione e le perdite d'acqua. E riesce a reidratarsi molto rapidamente bevendo fino a 100 l di acqua in dieci minuti. Fantastico. Il piede ha due dita ed è adatto a camminare sulla sabbia ma non sui sassi. A Petra non siamo saliti sui dromedari, ma un paio di volte sul mulo e sul cavallo. Sul mulo ero salita una volta in grecia. Non è così scomodo o pauroso come sento dire spesso. Il cavallo mi ha fatto un pò di paura perchè è veramente alto, forse perchè cammina un pò più veloce ed eravamo in alto vicino ad uno strapiombo. Non ero mai salita sui un cavallo, forse anche per questo e quel simpaticone che lo guidava mi mollava in mano le redini e si divertiva a vedermi spaventata! Però anche il cavallo è un animale affascinante e molto elegante.
Con i beduini di Petra abbiamo avuto diverse occasioni per parlare. Il primo signore che ci ha portato con il mulo abita nel sito e diverse sono le famiglie che vivono lì. Sopravvivono vendendo qualcosa con le bancarelle e portando i turisti sui muli e sui cavalli. Forse è giusto anche dar loro lavoro alla fine. Spero che si rendano conto di dove vivono, di quale valore ha la rossa città nabatea di Petra. Sicuramente in giro non c'è immondizia, oggetti abbandonati o sporco. Dormire in una grotta con cielo stellato dev'essere magico, anche senza qualche confort. Molti vivono nelle tombe nella parte più remota del sito dove non ci va quasi nessuno. Molti i bambini che girano da soli sugli asini o sono in giro a giocare e vendere cartoline. Non avevo pensato che la popolazione potesse vivere ancora a Petra!
Wadi musa è il nome del villaggio che si sviluppa fuori dal sito e oggi la maggior parte delle persone locali vive lì o nell'altro villaggio sulla strada per la piccola Petra. Quello che chiamo il villaggio degli asini perchè ogni volta che siamo passati per le strade asini liberi vagavano tranquilli. Anche tra le rocce della piccola Petra vivono ancora diverse famiglie. Hanno persino parabolica e internet. Da non credere.
Un beduino particolarmente simpatico ci ha accompagnato la prima sera alla festa del campo della piccola petra e subito si è rivelato un personaggio divertente. E' un ragazzo giovane dai capelli neri, pizzetto egizio e kajal sotto gli occhi. Ovviamente guidava la jeep senza patente e in modo un pò assurdo. Nel tornare indietro ha fatto persino un incidente, fortuna che non si è fatto male e ha passato due ore a fumare e bere il te con la polizia. L'abbiamo rivisto nel sito di Petra, lui ha un negozietto e il fratello un bar che si trova accanto. Dava nell'occhio con il suo turbante rosso rubino e la maglietta gialla con raffigurato Gesù. E' stato molto simpatico e per tre giorni ci ha bere al bar senza pagare, anche se ci sentivamo in imbarazzo abbiamo apprezzato la cortesia. Non essere trattati come polli da spennare fa sempre piacere. E' stato interessante scoprire cosa pensa un ragazzo giovane in una società che tenta di restare conservatrice mentre il mondo va sempre più veloce. A volte mi preoccupo che vedendo tutte queste donne europee libere pensino un pò male. Non mi è sembrato, anche se per loro vedere che la donna parla e spesso è più intraprendente dell'uomo è strano. Alcune turiste per me va fin troppo scollate e svestite in un paese dove la maggior parte delle donne porta lo chador. Non dico di coprirsi ma giusto non mostrare seni a tutti sarebbe più decoroso. Non è facile in pochi giorni capire una mentalità ma chiacchierare mi aiuta a farmi un'idea almeno parziale. Questo ragazzo dice di essere musulmano e chiede se la nostra domanda è in relazione alla maglietta di Gesù. Lui, come molti giordani, si dice dispiaciuto che in occidente arriva spesso il messaggio di estremismo che non ha nulla a che vedere con la religione musulmana. Il corano fino al vangelo è uguale alla bibbia, il dio che preghiamo è sempre lo stesso anche se ha un nome diverso e delle regole differenti. Della sua cultura condivide tutto a parte di discorso della donna. Non trova giusto che si debba sposare una ragazza che si è vista per strada una volta sola, devi chiedere ai genitori che a volte decidono al posto tuo. Non ci puoi parlare, non la puoi vedere, non puoi telefonarle neppure e non deve sapere nessuno che sei interessato a lei. Solo dopo un pò di tempo puoi sposarla. Ma non apprezza che una ragazza non possa avere delle idee sue, degli interessi, dei momenti di incontro con le amiche o una vita pubblica come quella occidentale. Non vorrebbe una ragazza che sta sempre a testa china, pulisce e cucina e basta. Lui è stato fidanzato 4 anni con una ragazza europea e ovviamente mai con una giordana, visto che il concetto di fidanzamento non esiste come lo intendiamo noi. Non uscirebbe mai con una ragazza facile ma non trova nulla di male nel fidanzarsi. La società sta cambiando sicuramente anche se casi estremi ci sono sempre. Non che mi sembra poi così lontana da alcune nostre zone remote del mezzogiorno. Sua sorella è stata fortunata, ben sette uomini l'hanno chiesta in sposa. Lei ha sempre detto no, la famiglia ha rispettato la sua scelta e si è sposata finiti gli studi con un ragazzo che le piaceva. Anche lui ci dice che in Giordania tantissimi frequentano l'università. Lui ha anche viaggiato, forse quando vedo i beduini sono più portata a pensare che non escano mai dal loro villaggio. E' stato solo in Italia, se si parla di europa. E' andato a Roma con un amico e al posto dell'hotel hanno cercato una stanza in affitto da una familia per conoscere meglio la gente. Mi fatto ridere dicendo che a tavola si sentiva a casa. Tutti fanno un gran baccano e parlano velocemente: passami il pane, mi dai un bicchiere d'acqua, passami il piatto.. pur non capendo i vocaboli capiva esattamente cosa stava succedendo. Non siamo poi molto diversi! Per il suo kajal nero gli dicevano che sembrava gay e non capiva bene perchè visto che pittura gli occhi da quando è piccolo.
Mi piace la loro capacità di comprendere subito da che paese arrivi. E conoscono bene le differenze tra le persone, cosa che nemmeno io so bene, in cosa olandesi e finlandesi sono diversi eccetera. Petra è molto turistica a ha sempre sotto gli occhi gli stranieri, spero che conservino il meglio di tutto quello che vedono. Certo non dev'essere semplice anche per loro tutto questo via vai di donne. Un signore della bancarella a fianco dice che è stato un cattivo marito perchè aveva sposato una bella e giovane giordana, ma guardava troopo le alte donne. Così ha sposato la cugina!!
Ho trovato diverse europee sposate ai beduini. All'inizio mi sembrava strano. Mi incuriosiva e affascinava allo stesso tempo. Le ragazze dicevano di trovarsi bene, nonostante la differenza culturale. I giovani sono molto più moderni delle loro famiglie e molti di loro sono molto fascinosi. I giordani in genere li trovo bruttini ma i beduini sono belli, devo essere onesta. E hanno molto successo tra il pubblico femminile straniero. Una vita al caldo e nel deserto mi piacerebbe un sacco!

































































giovedì 13 gennaio 2011

Giordania il sito di PETRA : Il Sacrifico Al-Madhba

02 gennaio 2011


La sveglia è alle 6.00 anche oggi! Colazione a buffet in hotel e si parte nel freddo mattutino per raggiungere l'ingresso del sito. La mattina è piacevolmente silenziosa. Solo i nostri passi e qualche ragazzo con il proprio asino, per le strade ancora deserte del paese.
Ripercorriamo la strada di ghiaia che porta all'inizio del Siq. La camminata tra le rocce di questa gola è sempre emozionante, anche il secondo giorno. Lo percorriamo più lentamente per fissare nella memoria ogni forma, ogni colore e ogni raggio di luce che filtra tra le altre rocce. Ritrovarsi davanti al Tesoro non è ancora un'abitudine ma un piacere.
Ci sediamo qualche minuto per guardarlo bene in ogni sua forma e sfumatura. Grazia ed eleganza tra le forme rosee tenui della mattina. Ancora così silenzioso. Piano piano arrivano i cammelli ed i cammellieri che piazzandosi di fronte lo rendono ai miei occhi ancora più suggestivo.
Procediamo per la via che porta alle Tombe osservando con la curiosità del primo giorno le facciate scolpite nelle rocce. Nella parte inferiore si nota che solo parzialmente sono state portate alla luce. I motivi a scale del tetto sono anche vicino al terreno, simbolo che sotto ci sono altre tombe. Porte erose dal tempo sembrano occhi e bocche, che a volte si trovano a filo della strada.
Ci facciamo tentare da un signore con i muli e approfittiamo per fare meno strada. L'uomo dice di abitare nel sito e in effetti le tracce di fuochi e materassi non sono poche nelle zone meno batture. Non immaginavo che ci vivessero ancora! Vogliamo vedere il Tesoro dall'alto. Sappiamo che ci sono due strade. I beduini dicono che una è da evitare e sembra che sia stata proibita di recente. Guardando il tesoro sulla sinistra si trova una scalinata nella pietra, per la verità molto ripida e soprattuto spesso interrotta bruscamente. Sarà che non sono troppo atletica ma per me è impossibile, sicuramente è solo per esperti. Le persone del posto per fortuna dicono che non si può salire, anche se poi ho visto qualche ragazzo in alto. Il fatto è che con tutte le montagne i sentieri segreti non mancheranno di sicuro.
Noi non ci pensiamo nemmeno e facciamo l'altra strada che porta sempre in alto, in un punto in cui si vede il tesoro dall'alto. Non dico che non ci credevo, ma non speravo in tanto. La vista è fantastica! Partiamo con il mulo e percorriamo la strada fino alle tombre reali. Da qui i nostri bravi animali, guidati dal beduino ci portano sulla scalinata che inizia dopo l'ultima tomba e sale sulla montagna. Veniamo lasciati alla fine delle scale e risparmiamo molta fatica. L'esperienza del mulo per me è molto divertente, anche se spesso ho sentito racconti per nulla entusiastici. Sarà che non avevo paura. E' vero che si avvicina agli strampiobi, ma pica vuol saltar giù. Anche lui ci tiene alla sua pelle ;)
Una volta in alto già il panorama abbraccia Il teatro, le altre tombe e tutto quello che si trova giù. Proseguendo dritto e poi a destra si cammina senza un vero e proprio sentiero, senza indicazioni e all'improvviso vedere il tesoro è una bella sorpresa. Un gatto ci ha seguito tutto il tempo e si è pappato metà del mio spuntino, visto che ogni volta gli davo un pezzo perchè miagolava.
Il tesoro dall'alto è ancor più bello e sembra quasi piccino sulla grande parete di roccia rosso scuro. Non è completamente illuminato perchè si trova nel crepaccio e i giochi di luce ed ombra lo rendono suggestivo. Certo che il panorama qui è molto bello, anche osservando le rocce intorno. A volte quasi mi sembra di vedere volti scolpiti nelle pareti, anche se sarà l'erosione di vento ed acqua a dare queste forme. Dopo essere rimasti un pò in contemplazione riprendiamo la strada e torniamo giù. Una sosta per il tè è sempre gradita così ci fermiamo in un baretto e ritroviamo Lion, il beduino che ci aveva accompagnato a Piccola Petra. Passare il tempo a chiacchierare con lui sulle strade segrete, sulla vita e sui viaggi non può che essere interessante.
Riprendiamo il nostro cammino e ci dirigiamo verso il teatro, su una vietta sterrata a destra della scalinata per il Sacrificio che permette di arrivare alla Tomba degli Angeli. E' piccola e senza facciata. Dopo una frana è stato proibito l'ingresso all’interno che contiene le nicchie sepolcrali, ma i colori delle rocce in questo tratto sono tra i più belli.

Oggi decidiamo di salire la strada porta al Luogo Alto del Sacrificio.
Il fatto che Petra, così bella e immensa, non avesse mura mi stupisce assai. Solo ora che percorrendo i gradini vedo facciate, teatri, resti di templi e tutto quando, ho solo una vaga idea del valore che avesse questa città. Capisco che ci sarebbe ancora molto altro da scoprire e riportare alla luce.
Al-Madhba è il nome in arabo del luogo alto del Sacrificio. Non ho guardato quanto tempo abbiamo impiegato, ma credo un'oretta a piedi per la salita. Si incontrano molti muli che portano i turisti e poi percorrono la discesa di scalini di corsa e da soli anche, mi fa troppo ridere. Il panorama anche solo nella parte di salita a scalini è davvero bello. Si intravedono pezzi della città dalle rocce rosse ed articolate, che anche qui rivelano tratti molto particolari e con disegni stupendi. Rossi, gialli, arancioni, grigi e violetti si alternano in strisce che sembrano dipinte. Quasi sembra impossibile che siano state create dalla natura. Che invece in certi luoghi è formidabile.
Arriviamo in alto da una stradina stretta e davanti a noi si apre una piazzola dove c'è il ristorante / negozietto. Non siamo arrivati, anche se quasi pensavo di sì, manca poco ma ci concediamo un pò di riposo sulle rocce. Il panorama da qui vale tutto lo sforzo! Si vede tutt'intorno la roccia rossa e nera e le facciate di tombe lontane. Ci riposiamo un mezzoretta girovagando tra le rocce e sostando un pò all'ombra.
Saliamo l'ultimo pezzo che porta all’altare sacrificale, sapientemente costruito in un bel punto panoramico e piatto a 1.035 metri. I Nabatei avevano molto occhio, che dire. Ci sono due strade per raggiungerlo. Una volta le due vie erano usate dai pellegrini per salire da una parte e per scendere dall'altra.
Non è l'unico luogo alto di Petra. Sicuramente è il più famoso anche se c'erano anche un triclinio, una sala per banchetti, un betilo, un altare e una cisterna.
La parte alta è divisa in due parti. A sud ci sono due obelischi in pietra di sette metri, costruiti per rappresentare le due divinità, Dushara e al-Uzza, adorati dai Nabatei. A nord si trovano le rovine del forte di controllo. Non resta molto del sito originale, solo l’ara sacrificale, ma il panorama sulla città è favoloso. Le persone sono così piccine dall'alto. Da qui sembra che Petra sia ancora una città viva, con tutto quel via vai di persone lungo la via principale. La vista abbraccia le tombe reali, la via colonnata e tutta la parte a sinistra. Una beduina locale ci mostra la punta del monastero Deir che si intravede da qui. Non posso far altro che pensare che in questo sito la bellezza della natura già suggestiva, è stata arricchita dalla sapienza umana. Solo il colore, le forme delle rocce, i canyon e i panorami ne avrebbero fatto un luogo indimenticabile. I Nabatei hanno completato il capolavoro che oggi ammiriamo da quassù mentre il cielo blu è scosso da un bel venticello fresco. Capisco perchè i grandi pensatori di tutti i tempi si isolavano. Non c'è posto migliore per star bene, che quelli come questo. Soli nel silenzio, nel sole e nel vento, non posso che essere in pace con la mia anima e il mondo intero. Stiamo qui a bordo dello stampiombo e mangiucchiamo i dolcetti del fornaio.
Un asino con su un ragazzino si mette a fianco a noi e guarda giù dal precipizio, mentre il ragazzo ci dice: vedi anche gli animali vengono qui per osservare il panorama.
Per scendere facciamo l'altra strada che passa da Wadi Farasa e che arriva al Palazzo della Figlia del Faraone. La strada è un pò più lunghina ma meno in pendenza.
E' un'alternativa piacevole e meno battuta. Incontriamo sulla strada la fontana del leone. Ora resta visibile un leone scolpito nella roccia che una volta era una fontana con un canale che usciva dalla bocca. E' grande 5 metri per 2,5 e davanti c'era un piccolo altare. In questa zona meno battuta si vedono più persone locali e in lontananza dovrebbero abitare ancora. Gli altri beduini mi dicono che hanno persino internet.
Scendendo si fanno tratti a gradini e tratti di roccia facili fino a scendere nella zona della spaccatura dove ci sono diverse tombe. La tomba del triclinium, quella del soldato romano, la tomba del frontone rotto, la tomba rinascimentale e il tempio del giardino.
La tomba del soldato romano, ha questo nome perchè sulla facciata in fase successiva venne messe una statua romana di un soldato sopra la porta. Lo stile delle statue porta a pensare che sia stata realizzata dopo 106 d.C. quando Traiano annesse Petra all’Impero Romano. All'interno sono scolpite delle nicchie con colonne semicircolari. Una volta un colonnato univa la tomba al tempio del giardino, dove si tenevano i banchetti annuali in onore del defunto che era sepolto nella tomba del soldato romano. In quest'area ho l'impressione che ogni cosa sia una piccola scoperta, forse perchè è l'unica parte in cui siamo soli.
Sembra che gli scavi non siano per nulla finiti. Chissà quanti resti sono ancora sotto terra. Proseguendo verso destra passiamo da una parete di roccia ricca di facciate di tombe, molto belle e colorate anche se molto erose dal tempo. In questa zona ci sono anche molti resti di quelle che erano le case di Petra. In alcune ci sono materassi e resti di fuochi accesi di recente.
Incontriamo un beduino con mamma cammello e un cucciolo di due giorni. Sono di una tenerezza!! Lui non si regge sulle zampette, si lamenta mentre la mamma si avvicina con la testa, gli fa un pò di coccole e sembra dargli anche i baci. Con loro un cammello di un anno che si avvicina curioso e sembra volermi mangiare la chioma. La mamma anche se è tranquilla è molto protettiva, i dromedari sono animali bellissimi e dolci!
Un altro tesoro di Petra sono i papiri scritti in greco che nel 1994 furono recuperati carbonizzati dal sito della chiesa bizantina. Ben 152 rotoli di documenti molto sottili, quasi impossibile da srotolare. Sono il più grande ritrovamento antico di materiale scritto in Giordania. Le date riportate sui papiri vanno dal 537 al 559 d.C.
Ho letto che c'è anche la Tomba di Aronne, Jabal Harun, che richiede una camminata di otto ore e un biglietto a parte, ma non ho scoperto di più.
Anche per oggi abbiamo camminato abbastanza e quando torniamo davanti al tesoro è già tramontato il sole e siamo tra gli ultimi. Il Siq in solitudine è sempre magico e la strada, ora che siamo stanchi, sembra più lunga di quel che ricordassi.
E' già buio e freddo, visto che il sole è scomparso dietro le montagne di Petra. Ci facciamo accompagnare da un taxi in un altro ristorantino locale di Wadi Musa. Scegliamo tra le pietanze all'interno e la cena è sempre buona, anche se meno di ieri. Passiamo ancora dal fornaio per prendere qualche dolcetto e un pò di pane, prima di rientrare in hotel per una doccia e una bella dormita!















Diario di una giornata a PETRA dal tesoro alla città

01 gennaio 2011

Non riesco ad immaginare un modo migliore per iniziare l'anno se non la visita di Petra. La sveglia alle 6.00 è dura, perchè vorrei stare nel calduccio delle coperte ancora un pò, ma la curiosità vince sulla mia pigrizia e in un batti baleno sono vestita, pronta per la colazione giordana. A buffet: uova sode, pomodori, cetrioli, formaggini, pane, burro, marmellata, hummus (davvero?!), te e caffè.
Ci riempiamo bene la pancia come al solito e partiamo a piedi per raggiungere il sito.
L'escursione termica in questo periodo dell'anno è notevole. Sto bene sono con pile e giacca a vento, ma quando esce il sole rimango anche a maniche corte. La mattina presto è freddo e a passo spedito raggiungiamo la parte bassa di Wadi musa e l'ingresso del sito, che apre alle 6.00.

 Il costo del biglietto è di 50 jd per un giorno, 55 jd per due giorni e 60 jd per tre giornate. 72 euro per tre giorni, che è soluzione che scegliamo.
Mi spiace per chi vede Petra in una sola giornata, per me non basta proprio a farsi un'idea. Per noi ogni giorno è stato una sorpresa e tre gg sono stati il minimo, grazie a chi mi ha consigliata!
Di Petra mi è difficile parlare perchè è incredibile ed è più di quel che immaginavo. L'immagine del Tesoro dopo il film di Indiana Jones è l'idea generale del sito, invece Petra è molto di più. Il Tesoro è solo la bella punta dell'iceberg che è questo sito tutto da scoprire. Da noi, ma anche dagli archeologi visto che di scavi e di cose da scoprire ce ne sono ancora una marea. Si vede dalla terra piena di resti di colonne e di templi. Chissà a tornarci tra cent'anni come sarebbe!
 
Solo l'ingresso varrebbe il viaggio! Entriamo da un cancello all'altezza di un maneggio di cavalli, che portano i turisti dall'entrata all'inzio del Siq.
A Petra persino l'area d'entrata è interessante. Si inziano a vedere le costruzioni dei nabatei tra le piccole rocce ai lati della strada di ciottoli che si percorre. Ci sono quelli che vengono chiamati i Blocchi di Ginn o Tombe Torri. Tre monumenti massicci che potrebbero essere tombe o qualcosa dedicato alla divinità nabatea Dushara.
La prima bellezza che si vede proseguendo è la Tomba degli Obelischi con il Triclinio di Bab as-Siq. Scolpito nella roccia, che qui è chiara, ha quattro obelischi che decorano la parte superiore della facciata. I Nabatei adottarono l’obelisco dagli Egizi e lo utilizzarono come simbolo funerario. Non si può entrare ma lo si può ammirare solo dall'esterno.
Si può però salire al Luogo Alto di al-Madras, una volta centro di culto nabateo e come at-Tunub. Posti che mi sembrano abbastanza snobbati mentre i turisti camminano in fretta verso il Siq, più celebre e scenico.
Prima dell'inizio del Siq c'era una diga che fu realizzata I secolo d.C. nella parte destra per evitare le inondazioni durante il periodo delle piogge.
I Nabatei, il popolo che costruì Petra, aveva grandi abilità commerciali. Gestivano una rete di commercio importante tra il sud e il nord della Penisola Araba.
Ma i Nabatei furono geniali nel costruire canali nella roccia atti a raccogliere l'acqua. E cosa importante non solo a raccoglierla, ma anche nel distribuirla su un terreno caratterizzato da forti dislivelli. Crearono sbarramenti, cisterne a cielo apertoe e sotterranee. Una volta in quello che è ora il Siq scorrevano acque in gallerie scavate nella roccia, rese impermeabili con il gesso. Costruirono una rete idrica in tubi di terracotta. Un'altra rete raccoglieva l'acqua di sorgenti più lontane e tutto nell'insieme riusciva a fruttare circa 40 milioni di litri d'acqua. In un luogo desertico era certo di massima importanza. Laboriosi oltre che molto intelligenti questi Nabatei!
La ricchezza di Petra fu proprio l'acqua, chi si trovava sulla rotta faceva sosta qui.
A Petra si accedeva da alcuni sentieri come quello della parte nord-ovest che arrivava dalla montagna. Il Siq non era utilizzato come via d'acceso dalle carovane, ma solo come via religiosa per accedere al centro destinato alle funzioni.



IL SIQ

Ora siamo finalmente davanti all'ingresso del famoso Siq, in arabo Bab al-Siq che iniziava con un arco monumentale etrusco, di cui oggi vedo solo piccole tracce della volta sul fianco della montagna. Non vedevo l'ora di arrivarci.
Camminando per questa incredibile gole si intravedono delle piccole edicole religiose. Era raffigurata la divinità Dushara e resta ancora traccia di un bassorilievo di due carovane che si incrociano. Il letto del siq che calpestiamo ora è fatto di terra, alcuni tratti di cemento e solo in alcuni punti affiorano le pietre consumate di una Strada Romana. Ai lati delle rocce, in basso, sono ancora scolpiti per gran parte del tragitto dei canali per la raccolta del'acqua. Camminiamo lentamente in questo crepaccio di 1,2 km con rocce alte fino a 200 metri. Siq in arabo significa gola ed iniziamo a percorrerlo con il naso all'insù, mentre nella penombra mattutina la luce filtra dall'altro. E' un’emozione straordinaria, per la ricchezza dei colori naturali delle pareti rocciose, che svettano sulla gola e che in alcuni tratti si stringono tanto che sembrano sfiorarsi, tanto la strada si fa stretta. Non possiamo che camminare ammirando le mille sfumature della roccia, le sue forme morbide ed articolate. La parete alta verso il cielo con i colori che cambiano con la luce e le ombre. Ora camminiamo in un luogo che 2.000 anni fa era il centro di carovane, viaggiatori, mercanti, spezie, acqua, bellezza e verde. Anche il verde si perchè si coltivavano i cereali, l'orzo e il grano, alberi da frutta e viti. Nel periodo romano si faceva anche il vino! Chissà cosa doveva essere allora, visto che anche oggi mi lascia a bocca aperta ad ogni curva. Costoni di roccia arenaria sinuosi che sembrano irreali con le loro venature rosse e rosa. Non possiamo che essere affascinati e rapiti, mentre camminiamo tra la spaccatura della roccia tra carretti colorati che fanno già avanti e indietro.


IL TESORO

Trovarsi davanti al Tesoro, Khazneh, non può che essere emozionante ed unico al mondo. Ancora frastornata dal fascino del Siq e da ogni sua forma, intravedo nella luce violenta che arriva dalla roccia, tratti del Tesoro. Fa capolino dalle pareti, piano piano, per poi mostrarsi in tutto il suo splendore una volta terminato il Siq. Arrivando dal buio canyon, sembra quasi che il Tesoro sia illuminato. Mi sembra ancora incredibile che sia davanti ai miei occhi, nella sua raffinata bellezza rosata. Certamente è unico per la posizione in cui si trova e non riesco ad immaginare qualcosa di più scenico! Capisco perchè è l'immagine più famosa del sito.
Khazneh è il suo nome e l'appellativo di tesoro venne dato solo nel IX secolo dai Beduini che credevano ci fosse un tesoro di un faraone nascosto nell’urna che si trova sulla cima della facciata. Il Tesoro è una tomba scolpita nella roccia, largo 30 metri e alto 43. Venne fatto come tomba per un re nabateo, si pensa Aretas III, per poi essere utilizzata come tempio in epoche successive.
Lo stile del Tesoro è ellenistico con decori in stile Nabateo. Sulla facciata sono scolpite figure mitologiche e divinità nabatee. In alto belle colonne sono sovrastate da capitelli nabatei. Mentre in basso altre colonne hanno un frontone triangolare che termina con capitelli corinzi. Tra le colonne in alto si ergono statue a coppie simmetriche. In mezzo vi è scolpito un tholos, cioè un tempietto circolare con 3 statue, sormontato dall’urna. Quella in cui si pensava fosse conservato il tesoro. In centro una statua rappresenta Tyche e a lato altre sculture raffigurano le Amazzoni. Tyche era la dea della fortuna, della fecondità e della prosperità per i Nabatei. Viene rappresentata un ovunque tra statue, dipinti, mosaici ma non solo dai Nabatei. Non sembra avere origini puramente greche perchè non è mai stata trovata nei reperti ellenistici. I primi ritrovamente ebbero luogo solo quando l'ellenismo varcò i confini e divenne un incontro di altre culture, mutando anche le proprie rappresentazioni religiose.
Le decorazioni e le statue del Tesoro sono conservate incredibilmente bene e lasciano intatta la bellezza che doveva avere allora. I colori della roccia che cambiano con la luce sono suggestivi, quanto la bellezza delle decorazioni. Lo trovo straordinariamente bello e delicato, tra luci e ombre, colori e incisioni.
All'interno non si può accedere e c'è solo una grande sala centrale con nicchie laterali e un vano sul fondo. Fino a non molto tempo fa si poteva entrare senza problema, ora è stato chiuso, i polizziotti sorvegliano perchè qualcuno prova a fare il furbo. Per fortuna la mattina arriviamo alle sette e siamo quasi soli ad ammirare questo capolavoro. Anche se durante il giorno tra gente, carretti e cammelli è lo stesso suggestivo.
Quello che mi ha sconvolto è stato scoprire che sotto al Tesoro ci sono altre costruzoni sepolte sotto la terra. La strada era molto più bassa e il tesoro era, per così dire, solo il secondo piano della costruzione. Ora sono in corso i lavori per riportare alla luce le facciate sottostanti, che a prima occhiata non sembrano molto più basse del tesoro. Mi sembra fantastico e strano che non lo abbia mai sentito dire da nessuno. Mi immagino questa scultura imponente e altissima, fantastica!

IL SITO DI PETRA

E' tempo di proseguire e lasciare il Tesoro che vedremo sempre arrivando e lasciando il sito. Andiamo ad esplorare il resto. A destra inzia la Via delle Facciate che conduce al Teatro. Lungo la strada si ammirano ben 44 facciate di tombe nella roccia rossa. Una parte sulla sinistra è purtroppo crollata per fenomenti atmosferici, ma le facciate di tombe che restano sono deliziose con le decorazioni in stile assiro, inconfondibili con il celebre motivo a scale che salgono e che scendono sul tetto. Questa decorazione si chiama zigurat, sette gradini che simboleggiano i sette livelli per raggiungere il più alto paradiso. E già solo per quello che ho visto fin'ora Petra valeva un viaggio intero!
Sulla sinistra mi sorprende il bellissimo ed enorme Teatro, ai piedi della necropoli popolare, scavato nella roccia rosso violacea. Costruito sempre dai favolosi Nabatei nel I secolo d.C., quasi si confonde nella roccia in cui è stato scolpito e risulta persino poco visibile. I lavori degli archeologi non sono ancora terminati. I posti che sembrano moltissimi sono suddivisi in 33 emicicli concentrici. Vnne ampliato e usato dai Romani quando occuparono Petra, nel 106 d.C.
Proseguendo sulla destra, dopo i bar e le bancarelle si sale verso le Tobe reali. Nel sito di Petra sono oltre cinquecento le tombe ritrovate e le tombe reali sono le più spettacolari. Sono state scolpite e scavate nel massiccio dello jebel al-Khubtha. Belle, alte e imponenti si stagliano con i loro colori rossastri verso il cielo azzurro di questa giornata di gennaio. Le tombe sono enormi ed hanno decorazioni bellissime. Sono una accanto all'altra lungo tutto il tratto della roccia. Anche da lontano sono di grande effetto.
La Tomba dell'urna è la prima che visitiamo ed è stata costruita nella seconda metà del I secolo d.C. per il re Areta IV o per suo figlio, Malichus II. Mi sorprende l'enorme terrazza e il porticato dorico, completamente scoplito nella roccia. Venne in seguito trasformata in cattedrale, oltre che come archivio e tribunale. Ora è una delle più imponenti. Ben conservata quasi si confonde nella roccia alle spalle. E' impressionante e davvero bella. Le dimensioni sono notevoli: 17 metri per 18,9 con tre nicchie. Un colonnato che si apre su un grande cortile sorretto da archi circonda la facciata e permette di accede da una scalinata. Nella camera principale sono scolpite in alto tre stanze di dimensioni minori, nelle rocce striate in un incredibile e fantasiosa gamma di colori che vanno dal rosso, al bianco e al giallo.
A fianco c'è la Tomba di Seta, chiamata così per la bellezza e la varietà dei colori della roccia. Anche se è peggio conservata perchè più esposta è unica per le venature affascinanti della sua roccia. Una doppia cornice ora la facciata dai colori rosa, grigi, rossi e gialli.
La Tomba Corinzia si differenzia dalla altre perchè di stile ibrido. Nella parte inferiore è un portico in stile nabateo. Mentre nella parte superiore che ricorda il Tesoroi, decori sono di ispirazione ellenistica, con capitelli corinzi, dai quali prende il nome la tomba. A seguito dei terremoti diverse parti sono dannegiate, ma lascia immaginare la bellezza che fu un tempo.
Tomba del Palazzo è quella che incontriamo subito dopo. E' considerata un imitazione di un palazzo romano o ellenistico di tre piani. La parte alta a sinistra è stata costruita e non scavata, perché la parete di roccia non era abbastanza grande.
Un pò più distaccata è la Tomba di Sesto Fiorentino, chiamata così perchè a lui dedicata. Il governatore della Provincia Araba Romana nel 130 d.C. la fece costruire da suo figlio con un’iscrizione all'ingresso che narra le vicende della vita del governatore. All'interno otto loculi, di cui cinque scavati nella parete di fondo e tre nella parete di destra.
Lasciamo queste stupende tombe nelle quali ci divertiamo ad entrare ed osservare, anche il panorama sulla città. Da qui si vede molto di quella che era la zona centrale di Petra. Una città immensa la cui via centrale fu costruita a seguito della conquista romana nel 106 su una vecchia strada nabatea. Una strada centrale larga 6 metri e fiancheggiata da chiare colonne di arenaria rivestite di marmo.
La strada colonnata partiva dalle Tombe Reali ed arrivava fino al piazzale su cui sorge il Palazzo della Figlia del Faraone. Era il centro della città, ai lati della strada i portici davano accesso alle botteghe. Si affacciavano numerosi ed erano i luoghi dello scambio. Ora occorre un pò di immaginazione, perchè resta poco niente. Mi aiutano i vari cammellieri, asinari, i bambini che ora vendono le cartoline e le poche bancarelle, simbolo del commercio turistico di oggi. Gli scavi non sono terminati, c'è molto altro da riportare alla luce e forse un giorno tornerà a dare l'idea di ciò che fu.
Il cosidetto ninfeo, una fontana pubblica dedicata alle ninfe costruita nel II secolo, si trovava all'inizio della strada colonnata. Rimane ben poco purtroppo di questa fontana. Solo un albero di pistacchio ad individuare dove si trovasse. Anche del Palazzo reale non è visibile quasi nulla e fatico ad immaginare come doveva essere.

Procedendo sotto il sole mattutino passiamo la porta di Traiano, posta a dividere l'area commerciale della città dall'area di culto del Qasr al-Bint. Tre arcate con enormi porte in legno e torri laterali che fu costruita nel II secolo. I fregi con decorazioni floreali e figure armate che la decoravano, sono ancora visibili.
Sulla sinistra procedendo si trova quello che era il Tempio Grande, costruito per il culto delle divinità nabatee nel I secolo a.C. Una scalinata porta ai monumentali propilei porticati e un'altra scalinata al cortile sacro inferiore, abbellito su entrmbi i lati da un triplo colonnato.
Il tempio era alto ben 18 metri ed il recinto nella parte superiore era grande 40 per 28 metri. Doveva essere proprio bello. Anche se ora è stato solo ricostruito in parte, con i resti disotterrati rende almeno un pochetto l'idea di com'era. Ce ne stiamo un pò a gironzolare mentre un bambino beduino che avrà sei anni si avvicina. Guarda il ragazzo dietro noi e lo chiama con insistenza: japanese, japanese.. che ridere, un bambino che non ha mai visto neppure 100 km più avanti di Petra riconosce un giapponese. Originariamente il tempio copriva un’area di 7000 mq. Di tutte le colonne che lo componevano ne sono state rinvenute 26 colonne. Nascondeva un sistema sotterraneo di condutture idriche che si pensa fosse usata per l'irrigazione del giardino a fianco. Da quel che si narra era la parte più verdeggiante della città. Petra era di grande importanza e fama. Era conosciuta in tutto il mondo per il suo splendore. Questo verde e l'abbondanza d'acqua doveva impressionare tutti i viaggiatori e i mercanti. Figurarsi che impressione me oggi, che ne vedo solo i resti tra la terra arida e rossa battuta dal sole. Chissà che oasi era in passato e che esempio unico di bellezza.
a proseguiamo la nostra camminata con la Chiesa Bizantina che è stata aperta ai visitatori solo da pochi anni. Sono stati ritrovati solo l’abside e i due pavimenti delle navate laterali. Un mosaico molto grande ritrae le stagioni, figure umane, animali e vegetali in tondi dal contorno nero.
Incontriamo i resti del Tempio dei Leoni Alati dedicato a Iside e Osiride, che prende il nome dalle decorazioni dei capitelli delle colonne. Dietro al tempio si trovano i mosaici della Chiesa Bizantina.
Qasr al-Bint è il Palazzo della Figlia del Faraone. Alto 23 metri era un edificio costruito e non scavato nella roccia. Dopo questo palazzo si trova al Habis, la prigione, proprio dove iniza la salita per la Fortezza Crociata.
La zona che si trova dietro la prigione porta il nome di Umm al-Biyara. Fu zona di residenza durante l’antica epoca biblica. Nella roccia alta 1158 metri sono state scavate numerose cisterne a forma di campana con foro ricoperto per proteggere l’acqua raccolta.
Già fin qui lo stupore per Petra è immenso e ad ogni passo la curiosità e il fascino aumenta. C'è sempre da scoprire.

Passato il ristorante che è accanto ad un museo decidiamo di salire al Monastero Deir. 


Per questa non prendiamo l'asino ma la facciamo con le nostre gambe. La salita per noi poco allenati è bella impegnativa sotto il sole, chissà ad agosto che caldo! Qui si vede che alcune persone ci abitano, fanno fuochi e ci dormono la notte. Diversi i bambini e le donne che soli girano sui muli.
Sulla sinistra, dopo dopo aver iniziato la salita, c'è il Triclinio dei Leoni. L'ingresso in seguito all'erosione ha assunto una forma a goccia. E' una tomba decorata con motivi geometrici e con due teste di meduse. Sulla facciata di roccia colorata spuntano invece le statue di due leoni, simbolo di divinità per la cultura Nabatea. I ragazzini passano con asini carichi di turisti, che chiamano Taxi di Petra. Qualche bancarella per la strada di gradini scavati nella roccia, a volte consumati e un pò sconnessi, altre ben riparati. Solo il bel panorama tra le rocce che si vede dal sentiero vale la fatica. Gli scalini sono più di ottocento ma certo valgono la fatica perchè arrivati in cima la sorpresa è grande. Il Monastero è grandissimo, bello e impressionante. Quarantacinque metri di larghezza per cinquanta di altezza. Era un tempio per fedeli e sacerdoti, ma fu anche una tomba. Le persone che sono davanti da lontano appaiono così piccine. Arrivati sotto mi impressiona a guardarlo dal basso mentre ancora ben convervato si erge verso il cielo. Il monastero si chiama Ad-Dair. La porta di accesso che si apre sulla facciata intagliata nella roccia è alta otto metri. Ci sono incise alcune croci risalenti all’epoca bizantina. Peccato che la grande urna sopra la facciata è stata chiusa dalla polizia turistica, perchè la scalinata a sinistra della facciata intagliata nella roccia era troppo pericolosa. E dopo molti incidenti è stata vietata la salita. Doveva essere pazzesca, avevo visto delle foto ed è incredibile il panorama dall'alto.
Ci concediamo un tè con vista monastero, ci riposiamo un pò e ci abbandoniamo al sole caldo di questa giornata.
Dopo aver ripreso lo forze girovaghiamo per alcuni brevi sentieri che postano a diversi punti panoramici fenomenali sul deserto roccioso del Wadi Arab. Una serie di rocce e crepacci suggestivi si susseguono a perdita d'occhio. Anche il Wadi arab è un deserto ma roccioso, piccolo e non attrezzato. Dev'essere molto bello. Le persone del posto diconoè molto più affascinante del Wadi rum, anche se molto più famoso.
Quando scendiamo dal monastero e raggiungiamo di nuovo il Tesoro per uscire dal sito, siamo quasi soli, come stamattina. Ad ogni ora del giorno i colori di Petra cambiano. Ripercorriamo il Siq e usciamo dal sito che il sole è già tramontato. Siamo stanchissimi perchè abbiamo comminato tutto il giorno. Andiamo a cena nel villaggio Wadi musa, nella parte superiore. Facciamo una bella mangiata con i falafel, hummus, tabouch, riso giallo e carne di pecora. I posticini locali sono i migliori, cibo ottimo, prezzi bassi e porzioni abbondanti!
Girando per le poche vie finiamo in un negozio di cellulari che ci fa chiamare a casa
per 0,60 jd al minuto. E finiamo anche dal fornaio che ha dei dolci bellissimi, ma soprattutto buoni. Biscottini colorati a forma di cuore, con cioccolato, pistacchi e molti altri gusti. Ne prendiamo un pò da portarci in giro per Petra, visto che oggi non abbiamo toccato cibo. Non che avessimo fame, ma qualcosa da sgranocchiare ci sta sempre. Giretto e sosta in un bar per un bel cay caldo e si batte in ritirata presto.