domenica 16 ottobre 2016

....Granada !


GRANADA è una città ricca di fascino, storia, cultura, anzi molte culture che si sono miscelate tra di loro dando origine a quella che oggi è una città affascinante dalle mille sfaccettature.
Dai tanti volti, profumi, sapori... arabi, moreschi, spagnoli, gitani.
E' spagnola, zingara e araba allo stesso tempo.
E lo si percepisce ovunque, nel cibo, nei luoghi, nella gente, nei quartieri.
Negli occhi, nei suoni, nei profumi di te e spezie lontani.
Come la collina gitana del SACROMONTE con case -grotta zingare e flamenco.
E l'abbazia cristiana sulla cima. La Grande Cattedrale del centro.
Oppure per le vie del vecchio quartiere arabo ALBAYCIN tra ponti di pietra, bagni arabi di vapore, case storiche, viette, porte marocchine, bouganville, la piazza panoramica di San Nicolas e la fortezza dell'Alhambra che spesso capolino.
Poi ci sono le tante chiese, la Cattedrale, il vecchio bazar arabo, la via della sale da te marocchine, un caravanserraglio, una medresa.
Cibo arabo o spagnolo, cerveza e tapas, ma anche te alla menta marocchino, tajine profumati di verdure uvette mandorle, spezie, prosciutti appesi, sangria, churros.
Tutto convive e colora la città, una città davvero meravigliosa che mi ha subito ammaliata.
Ma come non rimanere incantati da Granada ?
Dal suo calore, il clima rilassato e di festa, un inno alla vita. venne fondata dai romani quando invasero la penisola iberica tra i fiumi Darro e Geni ai piedi della Serra Nevada con il nome di Illibris..
per essere poi nel 711  conquistata da un califfato moresco che realizzò quello che oggi è il più bel simbolo e patrimonio della città, la bellissima fortezza Alhambra, con giardini immensi simili al paradiso e palazzi finemente scolpiti, quasi ricamati, in stile arabo moresco. La fontana con i leoni, l'irrigazione, il panorama.

Granada è fare colazione con churros spagnoli, merenda con te marocchino alla menta e dolcetti arabi, pranzo a cerveza a tapas, passare la sera mangiando e godendo dello spettacolo di flamenco gitano.
E' tornare indietro nel tempo, o forse invece è vivere oggi un mix culturale che si è unito per creare qualcosa di unico in cui è rimasto il bello di ogni cultura che qui è passata.
E' passeggiare per le vie intorno alla Cattedrale, vedere la plaza de Toro, le abbazie.
Sono i tatuaggi in strada con hennè, i nomi scritti in arabo, la sangria, i ventagli.
Non è l'eleganza di Siviglia, ma una città ai piedi della Serra Nevada dai mille volti, odori, suoni.













in una delle sale da te arabe della calle Elvira



la tipica colazione andalusa con pane al pomodoro 


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