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lunedì 8 giugno 2015

Istanbul il grande mercato, GRAN BAZAR





Istanbul è una delle città più belle e interessanti in cui sono stata.
Molte sono le cose incantevoli come il giro sul Bosforo, le grandi Moschee, i quartieri, il tramonto sul mare... e il Gran bazar

E' il mercato coperto più grande e antico del mondo il Gran Bazar e si trova nella zona chiamata Kapalı çarşı.
Appena entrati dal portone si apre un nuovo mondo, colori, luci, suoni e profumi invadono occhi e narici.
E' un'esperienza, un giro entusiasmante che va vissuto con curiosità ed entusiasmo.
la struttura è chiusa e coperta, un ambiente tradizionale e antico.
La merce è tantissima e di ogni genere, ci sono davvero moltissime cose belle.
Abili commercianti espongono abilmente merce di artigianato e non, articoli in tanti casi unici. 
Non lasciatevi ingannare dall'apparenza turistica, qui è tradizione la vendita e davvero si trova quello che non troverete in nessun altro bazar della Turchia.
Ottime le spezie, i dolci tradizionali, le stoffe, le ceramiche, la bigiotteria, le lampade, le babbucce, il te, i bicchierini turchi e le teiere.







Qui si dice che sia in vendita qualsiasi cosa, e se non lo trovate qui non lo troverete in tutto il paese.
effettivamente c'è una scelta vastissima.
quello che ho trovato qui non l'ho trovato davvero in tutto il resto della turchia.
E' importante solo contrattare bene.
Giro tra le vie coperte che si intrecciano e le circa 4.000 botteghe.
La prima struttura del Gran bazar fu realizzata in legno nel 1.461 , era luogo importantissimo di Incontro e commercio, caravanserraglio antico.
a causa dei continui incendi fu poi costruito in pietra.
La merce è raggruppata a zone, in una zona vengono venduti solo dolci, in un'altra gioielli, poi si trova quelle delle stoffe, delle lampade turche, dei cuscini, dei sandali.
Gli oggetti sono molti, esposti con cura e sapienza, per attirare i potenziali acquirenti.
Camminando per il mercato si trovano fontane e caffè, in cui mi fermo per cay alla mela.
Sorseggio una vera delizia mentre osservo la via che scorre in questo mercato vivace e molto turco.
L'atmosfera è piacevole, divertente e rilassante, davvero autentica nonostante sia un luogo affollato di turisti.
In fondo qui il commercio è cosa antica, da sempre è l'anima commerciale del paese.
riprendo la camminata perdendomi tra le vie e le vetrine belle.
Mentre passo i venditori mi sorridono, salutano e invitano all'acquisto con cortesia








   


mercoledì 23 luglio 2014

ISTANBUL - BAGNO TURCO, paese che vai, hammam che trovi


Finito il mio cay alla mela andiamo a fare il bagno turco nell'hammam della moschea del Solimano, che si trova in una piccola struttura, dietro alla moschea nella zona a destra.
Anche questo fu progettato da  Sinan quando realizzò la Moschea vicina.
E' l'unico bagno turco misto della città. Trovo affascinante il suo interno antico, con la cupola in cui la luce filta dalle piccole finestrelle tra il vapore della sala centrale.
Il costo è di 35 euro a persona, vengono dati zoccoli di legno tradionali e un telo. E' aperto tutti i giorni dalle 10.00 del mattino a mezzanotte, meglio prenotare perchè l'ingresso è limitato ad un certo numero di persone alla volta, per evitare sovraffollamento.
Entriamo e lasciati gli abiti negli armadietti, ci mettiamo gli zoccoli di legno e camminiamo goffi fino alla sala del tiepidarium. Per le donne si entra in pantaloncini e bikini superiore.
Entrati nella sala di vapore ci stendiamo sul marmo caldo a rilassarci.
Tutto l'interno è fatto in marmo e avvolto dalla foschia del vapore caldo.
Il silenzio è corroborante, gli unici rumori sono quelli delle gocce d'acqua dei rubinetti e delle pacche date dai massaggiatori.
Resto distesa a pancia in su a guardare l'interno in pietra antica e le goccioline che cadono dal soffitto.
Sopra di me la cupola dalla quale filtrano sottili fasci di luce.
Dopo un pò di tempo passato in relax, il massaggiatore di mi chiama toccandomi la spalla.
Mi fa cenno di seguirlo in uno scompartimento a parte, mi sdraio su una lastra di marmo tiepida a fianco di un rubinetto.
Con un guanto ruvido mi fa un energico scrub per il corpo, vigoroso.
Con la bacinella di rame mi sciacqua di tanto in tanto con acqua fredda.
Poi prende un panno chiaro e lo immerge in acqua e sapone, lo gonfia, lo passa sul corpo dolcemente lasciandomi avvolta da una nuvola di schiuma.
E' il mio primo bagno turco e cerco di sbirciare le sue mosse, anche se dovrei rilassarmi e restare molle molle a farmi strapazzare.
Strizza la garza sul corpo, poi la immergere di nuovo nel secchio e via un'altra soffice passata.
Bisognerebbe avere idea della loro visione di hammam, qui il massaggio non è rilassante, ma vigoroso, non dico da far male ma quasi, serve e a sciogliere le tensioni dei muscoli.
Ecco che il ragazzo cantando un'armoniosa melodia inizia il classico massaggio turco, molto energico. I rumori delle pacche fanno quasi impressione, ma non c'è da preoccuparsi. Le loro mani sapienti sanno capire come procedere alla perfezione.
Sarà la nebbiolina, i suoni che rimbalzano da una parete all'altra, la luce soffusa, il caldo..
assaporo la magia di questo hamman alla turca rilassandomi completamente...
Finito il massaggio, vengo sciacquata a scodellate di acqua fresca che mi fanno sentire come nuova di zecca.
rRingrazio il ragazzo per il trattamento, e per la delicatezza, Visto che il massaggio turco è per tradizone davvero molto strong, ma per noi turisti fanno più con delicatezza.
Ritorno al centro della stanza per riposare ancora un pò in questo tepore.
Quando tutti abbiamo finito, ci copriamo con l'asciugamano e andiamo a bere un meritato cay nella sala relax.





As i finished my apple cay we deicide to go to the turkish hammam of Suleiman Mosque.
This hammam is located in a small old building behind the Mosque, on the right.
Also this little mosque (now used like hammam) was designed by the famous ottoman architet Sinan
This is actually the only one mix hamma of the city. One traditional turkish bath is an experience we cannot loose, here in Istanbul ! Wea re so excited!

It cost 35 euro per person and at the reception we get one pair of traditional wooden clogs and a white and red towelFor get inside women have to dress shorts and bikini in top. 


Going into the steam room, we lie on the hot marble to get relax.
The whole charming interior is done in marble and enveloped by the mist of hot steam.
Silence is invigorating, the only sounds i hear are those of the drops of water taps and slaps given by massage therapists.
I stay lying belly up to look at the inside of ancient stone and the droplets falling from the ceiling.
i let my mind dream and go free, maybe also little sleeping. Above me the dome from which they filter thin light beams.
After some time spent in relaxation, the massage therapist came to call me, touching my shoulder.
I follow him into a compartment apart, I lie on a warm marble slab next to a faucet.
With a rough glove he makes me a strong body scrubs to all body.

Then take a cotton towel and clear it plunges into the water mixed with soap, it swells, it goes on smoothly leaving the body enveloped in a cloud of foam.
It 's my first turkish bath and try to peep his moves, even if I should relax and forget everything.
They guy squeeze the cheesecloth over the body, then dip again into the bucket and another soft passed away.
I believe it's good have an idea of the style of this hammam, before go. Massage is not relaxing as we can imagine but vigorous and strong, here massase is used for relax muscles very much.
The boy strart singing an harmonious turkish melody and begins the classic massage.
The sounds are almost patting impression, but for my body is very good.

I hear the sounds of this room bouncing from wall to wall. I see the soft light in this little fog .. 
All this make me feel the magic of this Turkish Hamman.. and let me very relax.

After this massage, the boy take some fresh water for wash soap away from sking, using a traditional bowl.
When all this is finish i thank the guy and i go back to the center of the room to lie and stay relaxing in the hot.
When all have finished, we cover with the towel and go to drink cay in the relaxation room.

martedì 22 luglio 2014

LUSTRASCARPE a Istanbul ... mestieri nel mondo...





 


Camminando per le strade di Istanbul vedo per la prima volta i lustrascarpe.
Seduti ai bordi delle strade con i loro baffi turchi lavorano lucidando le scarpe altrui.
Passanti per lo più in giacca e cravatta che lustrano le scarpe prima di andare al lavoro, ma anche qualche turista di passaggio.
Ve ne sono parecchi, con i loro poggiapiedi dorati che aspettano il prossimo paio di scarpe che vi si fermerà sopra per una belle ripulita.
Tante boccette di lucido dai tappi dorati e uno straccio.
Istanbul è città di contrasti moderni e antichi, turchi ed europei, ottomani o moderni.
Ma il lustrascarpe era un mesterie che tempo fa era diffuso anche qui in Europa e in Nord america.
Nel sud italia, storpiano il temine inglese shoeshine di lucidascarpe in "sciuscià" che veniva usato per indicare questo mestiere, ora scomparso nei paesi più benestanti.

I sciuscià di Istanbul lavorano molto con i turchi che ancora oggi si fanno pulire le scarpe, ma molti di loro sono furbastri e tendono trappole ai turisti che con qualche trucchetto.
In fondo tutto il mondo è paese. ; )




beyoglu istanbul





Usudar Istanbul



venerdì 4 luglio 2014

Istanbul AGIA SOFIA, chiesa, moschea e museo.. Ayasofya Müzesi



Ecco mi davanti alla famosa gigantesca Agia Sofia in Greco, Santa Sofia in Italiano.
Già dall'esterno intuisco la sua forma complessa e di vario stile, ma per coglierne meglio il senso serve sapere un pò della sua lunga e travagliata storia.
Fondata nel 562 da Costantino il grande come chiesa, fu prima ortossa poi cattolica.

Venne trasformata in Moschea dal 1.453 al 1.931 ed infine dal 1.935 ad oggi Museo per volere di Ataturk...
Fu sia greca ortodossa, che cristiana ed islamica....fusione di religioni e culture diverse, miscela di stili e fedi differenti.
Sicuramente è un meraviglioso esempio di architetturea bizantina miscelata ad elementi islamici e ortodossi.
Della prima chiesa originaria oggi non rimane nulla perchè venne distrutta da incendi durante le battaglie.


Venne ricostruita più grande e divenne la sede del patriarca ortodosso di Costantinopoli. 
Immagino le cerimonie imperiali dei reali bizantini che venivano fatte qui e le varie incoronazioni.
Durante la Quarta Crociata quando venne presa Costantinopoli, , la chiesa fu purtroppo saccheggiata e profanata dai cristiani. Vennero rubate le preziose reliquie, una pietra della tomba di Gesù, il latte della Vergine Maria, il sudario di Gesù e le ossa di alcuni santi.
I cristiani la trasformarono in cattedrale cattolica romana fino al 1.261 quando i bizantini riconquistarono Istanbul e restaurarono la struttura ormai fastiscente, in degrado e rovinata da terremoti.
Gli islamici arrivano nel 1.453 quando il sultano Maometto II assediò Costantinopoli e saccheggiarono tutta la città, compresa Agia Sofia, che fu poi restaurata e trasformata in una Moschea. Vennerono aggiunti i minareti e successivamente in vari momenti gli altri elementi islamici.
Osservandola dall'esterno noto che edificio anche da fuori mostra la sua variegata natura di chiesa e moschea, nella parte rosa che si distingue dalle integrazioni successive di colore grigio.

Entrando mi colpisce sua bellezza maestosa, l'ampiezza e l'altezza della struttura, i dettagli architettonici.
I colori predominanti sono grigio ed oro. Simboli islamici e mosaici cristiani fusi in un'unica struttura.
Affascinante è l'effetto mistico della luce che entra all'interno della navata, attraverso le quaranta finestrelle della enirne cupola dorata.
Alzando la testa tra i vari lampadari accesi resto ad osservare l'enorme cupola decorata di nero e oro.
Una delle cupole più maestose mai realizzata, quasi fa impressione starne sotto, raggiunge l'altezza di 55,6 metri dal livello del pavimento e una larghezza di trenta metri.
Elementi bizantini, marmi pregiati, immagini cristiane, mosaici e colonne.
Le decorazioni interne sono un misto di motivi persiani, scene del vangelo.
Si trovano persino otto colonne corinzie che vennero prese dal sito di Baalbek in Libano e spedite a Costantinopoli per volere di Giustiniano che le usò nella costruzione.



L'interno è molto particolare, con colori ed elementi insoliti.
Salendo al piano superiore si ha bella visuale della struttura dall'alto e dalle finestre di vede uno scorcio delle cupole della Moschea Blu.

I tappeti furono rimossi da Ataturk che riportò alla luce il pavimento di marmo sui cammino ora.














visuale sulla Moschea Blu












#istanbul #turchia #viaggio #travel #travelling #exploreturchia #loveturkia



giovedì 3 luglio 2014

ISTANBUL , scatti in bianco e nero




Di Istanbul mi restano le tante emozioni che ho provato, l'indimenticabile gentilezza turca che ogni volta mi ha stupito, i cay bevuti in compagnia tra chiacchiere e sorrisi, la bellezza variegata dei vari quartieri tutti diversi tra loro, la sensazione di essere a casa nonostante la diversità, la bellezza dei palazzi ottomani e dei monumenti più belli, l'atmosfera spirituale e mistica delle tante bellissime Moschee, i tramonti sul Bosforo che si colorano di rosso con il sole che sparisce dietro le moschee...
una città da vivere nella sua complessità, da esplorare piano a piedi, da gustare nel sapore dei suoi cibi e dello street food, da meditare durante una crociera sul Bosforo, da osservare dall'altro della Torre di Galata.
Resta il piacevole ricordo del rito dell'hamman tra goccioline, suoni ovattati, vapore caldo, spiragli di luci dalla cupola e il canto intonato dal massaggiatore.
la sensazione di tornare indietro nel tempo e di essere i un film nella stazione si Sirkeci, quella dell'orient express.
Ambulanti, piccioni, vaschette di ottone, donne velate, sorrisi, minareti, il Bosforo, il tè, i bicchierini turchi, i gabbiani, la musica turca, le case di legno antiche, le vie in salita, il bazar, l'allure ottomana, i tulipani, i dervisci, i baklava...
un mondo a parte, tranquillo ed immerso nella sua storia antica e moderna...
un po' fuori dal tempo...


mercoledì 2 luglio 2014

BEYOGLU, la Istanbul moderna di oggi






28 maggio 2010



Un volo tranquillo da Milano Malpensa ci porta a Istanbul, all'aeroporto centrale di Ataturk.
Ritirati i bagagli, usciamo dall'aeroporto moderno e puluto, fermiamo il primo taxi giallo, per raggiungere l'hotel Paradise. Piccolo dettaglio ho lasciato a casa la mail di prenotazione e l'indirizzo. Sono la solita.
Provo a dire al gentile taxista turco che si trova nel quartiere di Beyoglu e si chiama Paradise, ma poverino anche lui Istanbul è immensa, non ne ha idea.
Fortuna che internet oggi è in ogni cellulare, così troviamo senza problemi l'inidirizzo e via.
Tralascio la descrizione degli sguardi dei miei compagni di viaggio. ; )
Lasciate le valigie in hotel, mi tuffo per la via principale Istiklal Caddesi tra persone, lustascarpe, caffè, hotel, negozi, uffici, boutique e lounge bar.
Il celebre tram rosso passa avanti e indietro lento, collegando piazza Tunnel a Piazza Taksim.
Va così lento che i ragazzini si divertono a salirci dietro al volo.
Questa è una zona moderna di Istanbul sistemata negli ultimi anni, case decadenti stanno accanto a moderne attività commerciali, caffetterie, librerie, ambasciate, ostelli, fast food.
Una zona molto animata che si sviluppa intorno a Piazza Taksim, considerata il centro del quartiere.
Intorno ci sono viette più silenziose, dove ci perdiamo per quattro passi.
Il quartiere di Beyoglu va dal ponte di Galata sul Corno d'Oro alla Torre di Galata e piazza Taksim.
Venne fondato nel Medioevo dai genovesi che si stabilirono qui e creano una fiorente rete di commercio.
Anche la Torre di Galata è opera dei genovesi, che la costruirono nel periodo di massimo splendore.
E anche la Beyoglu di oggi riflette un pò del fascino della Serenissima.
Sulla grande Istiklal Caddes si apre un cortile dove si trova una bella chiesa di S. Antonio da Padova.
Le vie sono in saliscendi, perchè Istanbul sorge su tanti colli, qui siamo a cavallo tra Bosforo e Corno d'Oro, il richiamo del mare c'è anche se non si vede.
Apprezzo molto la libreria che fa anche da caffè, restiamo comodamente seduti in poltrona a bere cay e sbirciare libri.
L'atmosfera è particolare, vivace e moderna, in chiave turca, ma con una sua identità distinta. E' considerato un quartiere cool e giovane. Vedo anche qualche boutique artigiana di moda, molto carina.
Assaggio subito il famoso dolce baklava, sapore tipico della Turchia.
Piazza Taksim si trova in cima al promontorio, da qui le strade scendono verso il mare, tra gatti, case, venditori ambulanti di spremute e panini. 
Girovaghiamo un pò alla scoperta di qualche angolo, qui la maggior parte della gente è vestita in modo moderno, difficile vedere donne coperte.
Ad ogni ora del giorno è una zona molto frequentata, tranne la domenica che tutto è chiuso.
Una funicolare dentro un tunnel antico porta in basso vicino al ponte di Galata.

La sera si accendono le luci appese tra i palazzi della via principale, la strada diventa chiassosa e molto affollata da ragazzi e ragazze. Palazzi illuminati, lounge bar e lucine natalizie rendono l'atmosfera vivace.
La gioventù si riunisce qui, tra caffè, ristorantini e bar di vario genere.
Ci gustiamo la cena in un posto locale, dalla griglia direttamente finisce nel nostro piatto. Cucina locale, molto buona e a buon mercato. Pasteggiamo con ayran, bevanda locale di yogurt salato molto liquido.
Finiamo la serata tra passeggiate avanti e indietro per la Istiklal Caddesi e le viette attorno.
Beviamo cay nei diversi bar, dove si trovano anche bibite, birra e vino senza problema. La zona è molto caotica e rumorosa la notte, ma a me non da per nulla fastidio. 
Dimentico la borsetta sulla sedia di un bar, senza nemmeno accorgermene. Mi sento rincorsa da un ragazzo, che gentilmente mi riporta la borsetta, per mia grande sorpresa. Ecco Beyoglu !
 











 












 

martedì 1 luglio 2014

Istanbul: ORTAKOY, patate giganti, crocere sul Bosforo e rossi tramonti


 30 maggio 2010



Romantico... penso mentre passo dalla zona di Besiktas moderna e trafficata, alle vie del quartiere di Ortakoy....
Casette colorate, fontane, bancarelle di artigianato locale, localini di musica jazz, la Moschea sul mare e soprattutto tanti caffeucci.... zona da sempre amata dagli artisti...
Vie pulite, tradizionali e colorate, affollate della gente di tutti i giorni della città, mista a turisti come noi.
Viette dall'atmosfera molto rilassata e vagamente elegante, vivaci ed affollati caffè, bancarelle sul mare...
L'immagine che resta di Ortakoy è la graziosa moschea sul Bosforo con i due minareti che sembrano due missili pronti al decollo.
Questa zona è molto battuta per via delle crocere che partono da qui, è certamente una zona turistica ma anche una zona molto vissuta dagli abitanti.. certo non ha il fascino dei quartieri storici come Fathi e Balat, ma è uno scorcio molto carino, sotto il grande ponte di Ataturk..
Me ne sto un pò in riva la mare, a guardare i profili della parte asiatica della città puntellati da casette bianche con tetti rossi. Osservo i gabbiani che volano intorno ai battelli e i piccioni che scendo a prendere le briciole.
Famiglie turche gettano a terra qualche briciola di pane e gli uccelli arrivano a mangiare.
La vita scorre tutto sommato molto tranquilla, tra una barca che arriva e una che riparte per il giro tra Asia ed Europa.
Questo braccio di mare detto Bosfro ha il suo fascino, tra acqua blu grigiastra, colline verde intenso, ville ottomane e moschee, piccole imbarcazioni turche...
famiglie e giovani stanno seduti lungo il muro che divide mare e città....
Qui si viene soprattutto per fare un giro in crocera sul Bosforo, allora salpo anche io. Il richiamo del mare è forte..
La crocera è must in un viaggio ad Istanbul e non me la perdo. Quello che parte da Ortakoy è un mini tour, che parte tutti i giorni dalle 14.30 alle 19.30 e dura poco pi di un'ora, non è il giro completo del Bosforo e non fa tappe. Però è ideale se non ha molto tempo a disposizione.
Il battello parte ricco di famiglie turche, giovani coppie e qualche turista, costeggia la zona asiatica della città.
Fisicamente siamo tra due continenti, tra due sponde verdi con lussuose grandi ville sul mare.
Da un lato i profili dei moderni grattacieli e dall'altra le moschee con i loro minareti e le cupole tonde.
Il battello arrivato in cima al Bosforo torna indietro costeggiando la zona europea della città.
Siamo fortunati ad ammirare il tramonto da qui, in uno dei punti più affascinanti della città.
Il cielo colora tutto di rosso, il sole scende piano dietro le moschee della città, intorno un vento fresco, il rumore del mare e dei gabbiani.


Il battello fa ritorno a Ortakoy che è già buio, le luci della sera si rilettono tremolanti in mare.

Decidiamo di mangiare la specialità della zona: il kumpir. Una patata gigante cotta con la pelle, che viene tagliata a metà e imbottita di tutto quello che volete. Ve la serviranno con un cucchiaio !
Basta indicate con il dito gli ingredenti che volete aggiungere, come pomodoro, cetrioli, formaggio, olive, mais, carote e tutto quello che vi viene in mente. Ne rimarrete riepiti per bene !
Il costo è mediamente di 10 lire turche e moltissimi locali fanno questo piatto, qui a Ortakoy. 
Torniamo a passeggiare per le viette ancora vivaci e ben frequentate, ci fermiamo in un caffè a gustarci un cay, prima di rilassarci in riva al mare.


Bar e ristoranti che si trovano intorno alla Piazza İskel, vicino al mare, sono pieni di giovani. 

Romantica la sera, quando la Moschea tutta illuminata si riflette nel mare e le barchette ondeggiano nell'acqua buia.
Sotto il grande ponte molta gente resta a passare la serata, tra cay e chiacchiere.
Adoro questo volto della bella prismatica Istanbul.








crocera sul Bosforo





tipica patata ripiena

lunedì 30 giugno 2014

Eminönü, il cuore pulsante di ISTANBUL



 


Difficile individuare il cuore di una città di dodici milioni di abitanti, ma di Istanbul dico che è il quartiere di Eminönü.
Il quartiere è molto vivo, frequentato dagli abitanti e dai turisti e vivace.
Profumo di cibo alla griglia ad ogni ora del giorno, punto panoramico sulla città e di passaggio.

Uno dei due ponti del corno d'oro si trova qui e collega la moderna Beyoglu alla storica Sultanhamet e in mezzo si trova proprio lui, il quartiere di Eminönü dal quale si passa avanti e indietro diverse volte.
In questa zona si trova il famoso Gran Bazar, il ponte di Galata, le barchette tipiche in cui si mangia il panino al pesce più famoso della città, le bancarelle locali dietro il bazar, il miglior tramonto e i profili delle Moschee, una grande Moschea, la stazione dei bus, il metrò, i traghetti che collegano alla sponda asiatica e quelli che fanno le famose crocere sul Bosforo.
Eminönü si trova all'inizio del Corno d'Oro, Haliç in turco, ed è un'estuario invaso dal mare lungo sette chilometri, un braccio di mare che oggi divide in due la parte europea della città.

Per la crocera sul Bosforo è ottimo partire da qui, dal cuore di Istanbul e trovarsi tra Asia ed Europa, profili di moschee con minareti verso il cielo, i pendii dei sette colli della città e magari anche un bel tramonto.
Eminomu è in posizione centrale, dalla quale si passa più volte, visitando la città, sia a piedi che con i mezzi.
E' una zona molto vera della città, è il suo centro caratteristico della vita di oggi. Qui tanti giovani e famiglie passeggiano sul mare, vengono a cenare, a pranzare.
L'attrazione più famosa sono le caratteristiche barche ancorate a riva che servono panini di pesce e verdure sottaceto. Si può restare su tavolini a mangiare o passeggiando in riva al mare. Una delle barche più famose è balik ekmek.
Anche qualche carretto ambulante passa a vendere panini e pop corn, o erbe aromatiche e spremute di arancia.

L'azzurro ponte di Galata in ferro ospita pescatori che restano con le loro canne, secchi ed esche a pescare e passare le giornate. Galata Köprüsü è il suo nome in turco.
Cinquecento metri di vita brulicante ad ogni ora del giorno, via vai di turisti a piedi, in taxi, di macchine, di commercianti, di ambulanti, di donne moderne e di donne velate, di pescatori, di mendicanti, di banchieri.
Quanto mi piace passare qui alle diverse ore del giorno, i profumi della città si trovano in questa zona. Si sente l'odore del mare e delle spezie del vicino Gran Bazar, profumi che escono dalle griglia delle barche e invadono le narici.
Dicono che siano gli odori ad essere legati ai ricordi, più che le immagini. Sentono un certo profumo ci ricorderemo sempre di un luogo particolare.
Il ponte attraversa il corno d'Oro e collega beyoglu a Sultanhamet che qui si raggiunte in 15 minuti a piedi.
Nella parte inferiore si trovano molti ristoranti popolari sul mare, nella fermata della metro si vendono scarpe! 
Vale sicuramente la pena di attraversarlo a piedi tra i pescatori che restano qui a prendere pesci e venditori ambulanti che passano avanti e indietro.
Da non perdere è il tramonto dal ponte, mentre il sole cala e colora il cielo con i profili neri delle moschee in controluce.


Il mercato coperto più grande e antico del mondo, il Gran Bazar si trova in questa zona.Kapalı çarşı per it turchi, mercato coperto appunto. Appena entrati dal portone si apre un nuovo mondo, colori, luci, suoni e profumi ti invadono occhi e narici. La merce è tantissima e di ogni genere.
Abili commercianti espongono abilmente merce di artigianato e non, articoli in tanti casi unici. 
Non lasciatevi ingannare dall'appartenza turistica, qui è tradizione la vendita e davvero si trova quello che non troverete in nessun altro bazar della Turchia.
Ottime le spezie, i dolci tradizionali, le stoffe, le ceramiche, la bigiotteria, le lampade, le babbucce, il te, i bicchierini turchi e le teiere.

Vale la pena prendere le stradine in salita dietro il Gran Bazar e raggiungere la Moschea del Solimano, sulla cima della collina. E' una bella Moscheea molto grande, in zona panoramica.
Accanto si trova anche l'unico bagno turco misto della città, l'Hammam Suleymanie, dove provare l'esperienza di un bagno turco in una moschea di 450 anni fa.



Entrando alla moschea di Rüstem Pasha (Rüstem Paşa Camii) scopro con piacere la sua ottomana bellezza e la sua maestosità, si trova nella zona di Tahtakale, sempre qui nel quartiere di Eminönü. Anche lei fu progettata dal grande architetto ottimano Sinan Mimar. Bello il porticato colonnato e il grande interno, accessibile anche a noi.


Nella zona dietro la Moschea si trovano tantissimi ristoranti locali con self service e cibo tradizionale turco buono e a ottimo prezzo.Questa zona per mangiare è una delle mie preferite ad Istanbul.
L'atmosfera è molto locale, verace e turca. Le persone locali vengono qui a mangiare.
Tipiche sono le kopfte, polpette. Le insalate, le verdure, lo yogurt con pomodoro, le manzane, i peperoni, le pizze tuche, il riso in bianco con verdure e salse.

Eminönü è anche la zona da cui partono le crocere sul Bosforo. Ci sono tour lunghi da sei ore o minitour di un paio d'ore. Di sicuro la crocera sul Bosforo non si può perdere.

 -  Full Bosphorus Tour parte da Eminönü alle 10.35 e alle  13.35. Vengono effettuate 5 fermate intermedie e dopo un’ora e mezza si arriva al villaggio Anadolu Kavağı , dove la barca sta ferma per 3 ore. Poi si riparte per tornare a Eminönü. 15 lire per l'andata e 25 Lire è il prezzo per il giro completo con andata e ritorno.
Si può anche scegliere di scendere a qualche fermata intermedia.


- Short Bosphorus Cruise è il tour del Bosforo che parte da Eminönü alle 14.30 fa scalo a Ortaköy alle 14.50 e rientra a Eminönü alle 16.30. In estate tutti i giorni, in inverno solo il fine settimana. Costo 10 Lire turche.


Eminönü resterà sempre il mio punto preferito per ammirare il tramonto su Istanbul, con il sole che scende dietro i minareti delle Moschee, i gabbiani che volteggiano, l'acqua del mare che si colora e le piccole barchette che passano.

























01 giugno 2010